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Conte: “A Natale serve una stretta. Ma l’Italia non può reggere un nuovo lockdown”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 15 Dic. 2020 alle 09:58 Aggiornato il 15 Dic. 2020 alle 11:49
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Immagine di copertina

Conte: “A Natale serve una stretta, ma no al lockdown”

“Abbiamo già predisposto un piano dedicato specificamente alle feste natalizie. Ci stiamo riflettendo. Dobbiamo scongiurare ad ogni costo una terza ondata”: il premier Giuseppe Conte mostra di avere la situazione sotto controllo per quanto riguarda le misure anti Covid che il governo si appresta a vagliare per rallentare i contagi, e in un’intervista al direttore de La Stampa assicura che il lockdown totale come in Germania “non ci sarà”. Piuttosto è importante che gli italiani “siano responsabili”. Per quanto riguarda la verifica a cui si sottoporrà l’esecutivo, Conte afferma: “Ascolteremo tutti i partiti, per fare in modo che l’azione di governo riparta in modo più coeso e condiviso”. Per il premier il governo “deve andare avanti, ma a certe condizioni e non a qualsiasi costo”. “Si può governare solo se c’è fiducia reciproca”, spiega.

La verifica di governo: “Andare avanti ma non a qualsiasi costo”

Nel colloquio Conte respinge le accuse arrivate dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi, sulla sua azione di governo. Come quella di essere stato “un uomo solo al comando”. “Sono tutte fesserie – afferma il primo ministro – sono forse il premier che ha usato il metodo più partecipato negli ultimi anni”. Sulla creazione di una Fondazione sulla cybersecurity dice a Renzi di prendersela “con Gentiloni, che l’aveva proposta quando guidava il Governo, ma non con me”. “Non voglio galleggiare, e ho la valigia sempre pronta, in qualsiasi momento”, dichiara.

“Io non le dico né che il Governo non corre rischi, né che sono disponibile a un rimpasto. Le dico invece che completeremo questo confronto con le forze politiche alla luce del sole, in piena trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini”. “Affronteremo i problemi politici in modo che il Governo vada avanti”, afferma ancora il premier sulla possibilità di un rimpasto. “Qui nessuno vuole galleggiare, e meno che mai scaldare poltrone”.

La pandemia: “Le nostre misure funzionano”

“La situazione è delicata. Ma le nostre misure stanno funzionando, ci stanno consentendo di aver ripreso il controllo della curva epidemiologica. Il sistema delle zone e la suddivisione delle regioni in base ai colori sta dando risultati. Abbiamo evitato un lockdown generalizzato, misura estrema alla quale ora è costretta la Germania e anche altri Paesi come la Gran Bretagna e l’Olanda. Per fortuna, con queste misure ben calibrate e circoscritte, noi stiamo reggendo bene l’urto di questa seconda ondata. Ovviamente mi addolora il numero dei decessi, che rimane elevato” dice Giuseppe Conte. Sui decessi giornalieri, afferma che il primato “dipende dal fatto che l’indice rallenta più lentamente rispetto agli altri Paesi che hanno introdotto il lockdown, dalla soglia anagrafica della popolazione e da altro ancora. Paghiamo anche il fatto di essere stati il primo Paese dell’Occidente investito dalla pandemia, quindi la popolazione è molto provata per i prolungati sacrifici e certo il Paese non può reggere un nuovo lockdown”, spiega.

I vaccini anti-Covid

Per essere efficace “la campagna vaccinale deve riguardare tra 10 e 15 milioni di persone. Per ottenere questo effetto, dobbiamo arrivare alla primavera inoltrata, comunque prima dell’estate”, dichiara Conte.

Il caso Giulio Regeni: “Addolorati per Legion d’Onore ad Al Sisi”

La vicenda di Giulio Regeni “ci addolora”, dice Conte nell’intervista. “Ora inizia un processo vero, serio e credibile” governato dalla magistratura italiana. “Ci saranno nomi e cognomi sul banco degli imputati”. L’Egitto “può fare molto di più”. Sulla Legion d’onore assegnata da Emmanuel Macron al presidente egiziano Al Sisi che ha generato diverse polemiche proprio all’indomani della pubblicazione del fascicolo della procura sugli 007 egiziani e che ha portato illustri personalità italiane come Corrado Augias o Luciana Castellina a restituire il titolo alla Francia, Conte afferma: “siamo rimasti colpiti un po’ tutti, anche dalla coincidenza temporale di quell’incontro”.

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