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Home » Politica

Briatore contro Calenda: “Non lo votano nemmeno i familiari”

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Flavio Briatore e Carlo Calenda

Il leader del partito Azione aveva definito un rischio per la reputazione personale di Matteo Renzi aver partecipato con l'imprenditore a un evento a Riad

Briatore contro Calenda per la cena di Renzi

L’imprenditore Flavio Briatore attacca il leader di Azione Carlo Calenda per il suo avvertimento all’ex premier Matteo Renzi alla cena al Billionaire in Arabia Saudita. Calenda ha infatti definito la presenza di Renzi nel locale a Riad un “rischio per la sua reputazione”.

“Caro Calenda – scrive Briatore su Instagram, pubblicando una foto dell’ex ministro allo Sviluppo in costume – vorrei capire come si permette Lei di parlare di reputazione? Forse ha un vuoto di memoria e per questo mi permetto di farLe un ripasso della sua carriera e dei suoi successi. Una cosa ci accomuna:aver fatto parte entrambi del mondo automobilistico. Lei ha avuto un incarico in Ferrari, ma nessuno se ne ricorda credo, mentre io all’epoca avevo da poco portato la Benetton alla vittoria di ben 3 campionati del mondo. Per inciso io ho anche un record: sono stato l’unico in Formula1 a conquistare 7 campionati del mondo,con 2 squadre diverse (Benetton e Renault). Lei ha poi continuato a fare il portaborse di Luca di Montezemolo, seguendolo in Italia Futura ed anche li’, non mi sembra ci sia alcun merito da aggiungere al Suo cv. Fu Lei, come Ministro Sviluppo Economico, a stilare il contratto ILVA con Mittal”.

“In Italia oggi ci sono due grandi politici, Matteo Renzi e Matteo Salvini. Fanno politiche diverse ma sono giovani, hanno qualità indubbie. Sono due persone che meritano grande stima. Renzi è tecnico, intelligente. Salvini sa parlare alla pancia della gente. Non so se potrebbero fare un governo insieme, ma sarebbe una bella combinazione”, aggiunge Briatore in un’intervista a La Stampa.

“Era la cena della Formula E”, spiega l’imprenditore, “quello seduto accanto a Renzi è Alejandro Agag, chairman della Formula E. Ha fatto gli inviti il governo saudita, che ha la licenza di sei nostri marchi in Arabia”.

“La gente parla senza cognizione di causa. Il mio gruppo paga 22-25 milioni all’anno di stipendi, io la mia parte la faccio. Lui chiacchiera ma poi, ora che è uscito dal Pd, non ha dato le dimissioni da parlamentare europeo, dove è stato eletto con i voti del Pd”, ha aggiunto Briatore.

Il viaggio di Renzi in Arabia Saudita “con i principali produttori di armi al mondo”. E poi ci stupiamo dello Yemen (di G. Cavalli)
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