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Ferrara, il sindaco leghista Alan Fabbri compra 385 crocifissi per le scuole

Dopo 70 anni di amministrazione del centrosinistra, a giugno il centrodestra ha vinto le elezioni a Ferrara, che ora è governata da un sindaco della Lega

Di Anna Ditta
Pubblicato il 1 Set. 2019 alle 14:56
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Immagine di copertina

Ferrara, il sindaco leghista Alan Fabbri compra 385 crocifissi per le scuole

Il Comune di Ferrara, guidato da giugno dal sindaco leghista Alan Fabbri, ha ordinato 385 crocifissi per le scuole. A dare la notizia è il quotidiano Il Resto del Carlino, che spiega come l’amministrazione, in vista dell’avvio dell’anno scolastico, abbia voluto dotare dell’arredo le scuole di sua proprietà, dopo aver fatto un censimento sul numero di aule sprovviste.

“Senza fare clamore posizioniamo un crocifisso”, ha detto il primo cittadino, che dice di essere un “non praticante”, e di aver compiuto la stessa scelta anche quando guidava il Comune di Bondeno. “Crediamo sia simbolo, oltre che religioso, di identità storico-culturale, di pace e di amore, aperto a tutti e legato alle nostre radici cristiane e al rispetto delle tradizioni”.

Alan Fabbri spiega di aver deciso di agire “in questo momento in cui le scuole sono chiuse e nel silenzio per evitare strumentalizzazioni, attacchi o esaltazioni”.

La spesa complessiva, secondo il quotidiano, è stata di 1.703 euro per acquistare un ‘modello base’ con croce in legno e corpo in lega di metallo argentata.

A Ferrara, dopo 70 anni di governo del centrosinistra, a giugno il centrodestra ha vinto le elezioni amministrative a Ferrara, e Alan Fabbri (Lega) è stato eletto sindaco.

Dal momento della sua elezione, già in altre occasioni le scelte del nuovo sindaco hanno scatenato delle polemiche che sono finite sui quotidiani nazionali.

Subito dopo l’elezione di Fabbri alcuni suoi sostenitori hanno deciso di appendere lo striscioni con il simbolo del Carroccio sullo scalone del Municipio in segno di vittoria, coprendo in questo modo lo striscione di Amnesty International dedicato a Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto e sulla cui morte non è stata ancora fatta luce.

Nei giorni scorsi, infine, Fabbri ha iniziato a togliere le panchine dai giardinetti come misura anti pusher e anti degrado.

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