“Una volta la sinistra si affidava a Pasolini: oggi l’eroina è Asia Argento. È inaccettabile”: lo sfogo di Federico Rampini

Di Beatrice Tomasini
Pubblicato il 11 Giu. 2019 alle 10:52 Aggiornato il 12 Giu. 2019 alle 10:02
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Immagine di copertina
Federico Rampini Asia Argento

Federico Rampini Asia Argento – “Una volta la sinistra si affidava a Umberto Eco e Pier Paolo Pasolini: oggi l’eroina della sinistra è Asia Argento. È una perversione che non posso accettare”.

Federico Rampini si sfoga in una lunga intervista a “La Verità“, il quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro. “Rivendico l’appartenenza alla sinistra classica. Il fatto è che quando il popolo vota a destra, gli opinionisti di sinistra dicono che sta impazzendo, che si lascia incantare, che sta diventando fascista”.

Il corrispondente de “La Repubblica” riprende il discorso affrontato nel suo ultimo libro “La notte della sinistra” edito da Mondadori in cui ha ben esposto il suo punto di vista sullo stato attuale della sinistra italiana.

“La missione della sinistra è diventata quella di proteggere gli ultimi, cioè quelli che tentano di attraversare il Mediterraneo – ha spiegato Rampini – Così facendo, abbiamo voltato le spalle ai ‘penultimi’, agli italiani, quelli che abitano nelle periferie. Attirano meno solidarietà, e anzi ci sembrano un po’ volgari, un po’ cafoni, non particolarmente simpatici. È una forma di snobismo”.

E sull’ondata di un presunto ritorno del fascismo in Italia: “È il vezzo di una sinistra intellettualmente pigra, che non educa i giovani a studiare bene la storia. Non avendo idee forti da proporre, ci si rifugia in automatico nella vecchia retorica.

Da quando avevo 20 anni si parla di ritorno del fascismo in Italia – ha precisato il giornalista e scrittore genovese –  Le stragi, le bombe sui treni: eppure il fascismo non tornò, neanche allora.

Oggi alcuni fascisti ci sono, e vanno condannati: ma non c’ è alcun rischio fascismo dietro l’angolo. Chiediamoci piuttosto perché vaste parti del popolo italiano si spostano verso destra”.

Sul vicepremier Matteo Salvini e la sua battaglia per la chiusura dei porti: “Credo sia solo una battaglia simbolica, marginale rispetto al problema. Da una parte e dall’altra quella dei porti è diventata una guerra di bandiera.

Così come Donald Trump si è inventato un muro con il Messico che però esisteva già: lo costruì Bill Clinton e lo ampliò George W. Bush con i voti dei democratici”.

Inevitabile un riferimento alla giovane leader ambientalista Greta Thunberg: “Greta mi piace molto. Ciò che non accetto è l’uso ideologico delle star di Hollywood. Quando Asia Argento diventa un’eroina della sinistra, allora proprio non ci siamo più.

Eravamo il partito di Elsa Morante, Rosa Luxemburg, Hannah Arendt. Il femminismo che da Simone de Beauvoir finisce ad Asia Argento è una perversione del politicamente corretto”.

Il giornalista non risparmia neanche il presidente francese Emmanuel Macron: “Macron è senza dubbio un sovranista puro. Un tipico nazionalista francese. Il suo europeismo è un’ impostura: lo si vede da come tratta l’ Italia sull’immigrazione, a Ventimiglia, a Bardonecchia, o sul dossier Fiat-Renault. Se può prendere a ceffoni l’ Italia lui lo fa sempre volentieri”.

Una dura disamina sullo stato della sinistra attuale che potrebbe irritare qualcuno: “In effetti ho avuto scontri aperti con alcuni colleghi e amici. Mi sorprende positivamente l’atteggiamento di Repubblica, che continua ad accogliermi come voce fuori dal coro”.

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