Me
HomePolitica

Ilva, incontro tra Conte e Mittal. Il premier: “Rinvio processo se Mittal garantisce la produzione”

Giornata decisiva nel confronto sul futuro dello stabilimento siderurgico. Premier e multinazionale faccia a faccia a Palazzo Chigi per un vertice di quattro ore

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 22 Nov. 2019 alle 11:17 Aggiornato il 22 Nov. 2019 alle 23:54
Immagine di copertina
Giuseppe Conte - Lo stabilimento di Taranto

Ex Ilva di Taranto, Conte incontra i vertici di Arcelor Mittal

Lungo vertice sul futuro del gruppo siderurgico, oggi, venerdì 22 novembre 2019, a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i vertici dell’azienda franco-indiana. presente l’ad. Il premier affiancato dai ministri Gualtieri e Patuanelli ribadisce che l’Italia non può accettare un disimpegno. “Obiettivo massima occupazione. La negoziazione sarà faticosa e complicata”.

La diretta video di TPI da Palazzo Chigi

.

I risultati del vertice

“Per consentire che questo processo possa partorire un piano ecologico e dobbiamo assicurare un rinvio dell’udienza e chiederemo ai commissari una breve dilazione dei termini processuali, per un rilancio dell’udienza lasciando in pregiudicato qualsiasi diritto di difesa”, ha detto Conte, in sala stampa a Palazzo Chigi, dopo l’incontro con i vertici ArcelorMittal durato circa 4 ore.

“Siamo disponibili a concedere questo differimento a condizione che ArcelorMittal garantisca la continuità produttiva”, ha aggiunto, specificando che l’obiettivo è la “massima occupazione” e che la negoziazione “sarà faticosa e complicata”.

La questione scudo penale

“Non abbiamo discusso di scudo penale ma di come risolvere il problema di un polo industriale che ha rilievo per l’intera manifattura nazionale”, ha poi detto Conte. “A me come decisore politico preoccupa molto di più l’obiettivo di ottenere un piano industriale sostenibile, e su questo sono concentrato. Vorremo fare di Taranto un polo siderurgico all’avanguardia nel mondo. Prendiamo atto della grande apertura, della mutata disponibilità” di Mittal. “Ma non abbiamo incassato ancora nulla. Si avvierà una negoziazione, una trattativa. In tutto questo – dice conte ai giornalisti- se volete parlare di scudo lo fate da soli”.

Sull’ex Ilva il governo sta preparando un decreto, e si dice disposto a trattare solo con la garanzia di interrompere lo spegnimento dello stabilimento.

La posizione del governo sull’ex Ilva

Il premier Conte ha assunto una posizione netta sul possibile confronto con Arcelor Mittal. Secondo il capo del governo si può iniziare a trattare con la multinazionale sull’ex Ilva di Taranto solo se l’azienda annuncerà la sospensione della procedura di revoca dal contratto avviata in tribunale a Milano. Ieri Conte avrebbe ribadito il concetto anche al tavolo del Consiglio dei ministri, parlando dell’incontro previsto oggi.

Sul punto, ha riferito un ministro alla stampa, si sarebbero tutti i membri dell’esecutivo si sono detti d’accordo, come anche sull’impossibilità di trattare se verrà ribadita la richiesta di 5mila esuberi.

L’incontro tra Conte e Arcelor Mittal a Palazzo Chigi

L’incontro tra presidente del Consiglio Conte e vertici di Arcelor Mittal a Palazzo Chigi è previsto per le ore 18,30. Al tavolo, come concordato ieri in Cdm, siederanno con il premier i ministri dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Il governo italiano si dovrebbe confrontare non solo con Lakshmi e Aditya Mittal, rispettivamente ceo e cfo del gruppo Mittal, ma anche con l’amministratore delegato dell’azienda in Italia, Lucia Morselli.

L’inchiesta a Milano

Continua intanto l’inchiesta della Procura di Milano con al centro la richiesta di recesso del contratto di affitto dell’ex Ilva da parte di Arcelor Mittal. “C’è massima collaborazione fra la Procura di Milano e quella di Taranto”, ha detto oggi il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli che con i pm Stefano Civardi e Mauro Clerici coordina il lavoro. Sul contratto di affitto è aperto, sotto profili diversi, un fascicolo anche dalla magistratura tarantina. Tra le Procure non ci sarebbe uno scontro, ma una cooperazione con anche scambio di informazioni.

“Scorte finite, bassa qualità e zero risorse”: sono gli stessi dirigenti dell’ex Ilva a svelare – secondo la Procura di Milano – il “bluff di Arcelor Mittal”. La ragione per cui Arcelor Mittal vuole recedere dal contratto di affitto dell’ex Ilva è da addebitarsi alla sua “crisi d’impresa”. Lo scrivono i pm di Milano nell’atto, depositato oggi, con cui sono ‘entrati’ nella causa civile promossa dai commissari straordinari dell’acciaieria.

L’ispezione dei carabinieri nello stabilimento a Taranto

Intanto nella mattinata del 22 novembre c’è stata nello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal di Taranto un’ispezione, delegata dalla procura, dei carabinieri del Noe di Roma, del Nucleo sulla sicurezza sul lavoro e del Comando provinciale nell’ambito delle indagini avviate dopo l’esposto dei commissari dell’Ilva in As. Le verifiche riguardano le operazioni di bonifica nello stabilimento, la situazione generale della fabbrica, le attività di manutenzione finora eseguite e la sicurezza sul lavoro. Alle collaborerà anche l’Ispra.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Leggi anche:

La vera storia del suicidio dell’Ilva: così Arcelor Mittal ha spolpato Taranto (di Luca Telese)

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Ex Ilva, Arcelor Mittal presenta il recesso. Di Maio contro lo scudo penale: “Se provochi il disastro ambientale devi pagare”