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Elezioni Emilia Romagna 2020 | Candidati, programmi, guida al voto: tutto quello che c’è da sapere sulle regionali del 26 gennaio

Oltre 3,4 milioni di cittadini chiamati a eleggere il nuovo governatore e la nuova Assemblea legislativa: tutte le info

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 17 Gen. 2020 alle 15:30 Aggiornato il 24 Gen. 2020 alle 18:26
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Immagine di copertina
Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni sono i due principali candidati alla presidenza della Regione Emilia-Romagna

Elezioni Emilia Romagna 2020 | Candidati, programmi, guida al voto

Il 26 gennaio 2020 si tengono le elezioni regionali dell’Emilia-Romagna. Si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione e il nuovo Consiglio regionale (che in Emilia-Romagna si chiama Assemblea legislativa).

TPI seguirà gli exit poll e i risultati delle elezioni con uno speciale in diretta sul sito e sulla pagina Facebook del giornale a partire dalle 22 e fino alle 3 di notte.

I seggi saranno aperti dalle ore 7 alle 23 e subito dopo via alle operazioni di spoglio delle schede: nella notte tra il 26 e il 27 gennaio si saprà chi ha vinto.

I candidati governatori sono sette, ma secondo i sondaggi a contendersi la vittoria sono Stefano Bonaccini, presidente uscente sostenuto dal centrosinistra, e Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega appoggiata da una coalizione di centrodestra.

Le elezioni dell’Emilia-Romagna 2020 sono un appuntamento molto atteso anche a livello nazionale: un eventuale successo del centrodestra metterebbe in gravi difficoltà la tenuta del Governo Conte 2, sostenuto da Pd, M5S, Italia Viva e Leu.

Elezioni Emilia Romagna 2020: i candidati

I candidati governatori alle elezioni regionali 2020 dell’Emilia-Romagna sono sette.

– Stefano Bonaccini, sostenuto da una coalizione di centrosinistra che comprende le seguenti liste: Partito democratico, lista Emilia-Romagna Coraggiosa (formata da Articolo Uno, Sinistra Italiana, éViva e realtà politico-associative locali), Europa Verde, Volt, lista +Europa-Bonaccini Presidente (formata da +Europa, Psi e Pri) e lista Bonaccini Presidente (formata da Italia in Comune, Azione, Possibile e Italia Viva).

Bonaccini, 53 anni, modenese, è il governatore uscente, in carica dal 2014. Viene da una lunga carriera dirigenziale e amministrativa nel centrosinistra: prima di diventare presidente della Regione Emilia-Romagna, è stato assessore ai Lavori pubblici del Comune di Modena,  segretario regionale del Pd dell’Emilia-Romagna (sostenendo la mozione Bersani) e consigliere regionale.

– Lucia Borgonzoni, sostenuta da una coalizione di centrodestra che comprende: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cambiamo!, Il Popolo della Famiglia, lista Progetto Emilia-Romagna-Rete civica Borgonzoni presidente e lista Giovani per l’ambiente.

Borgonzoni, 43 anni, bolognese, è senatrice della Lega. Attivista del Carroccio fin dall’adolescenza, è stata consigliera provinciale e comunale di Bologna. Tra il 2018 e il 2019 è stata sottosegretaria al Ministero per i Beni e le Attività culturali

– Simone Benini, sostenuto dal Movimento 5 Stelle (M5S). Benini, 49 anni, forlivese, è un esperto di sistemi informatici e piccolo imprenditore. Dal 2014 è consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Forlì.

– Marta Collot, sostenuta da Potere al Popolo. Collot, 26 anni, trevigiana, si è trasferita a Bologna per motivi di studio: è lauranda al conservatorio.

– Stefano Lugli, sostenuto dalla lista L’Altra Emilia-Romagna, di cui fanno parte Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Partito del Sud. Lugli, 45 anni, bolognese, è dipendente del Comune di Concordia, in provincia di Modena e segretario regionale di Rifondazione Comunista.

Laura Bergamini, sostenuta dal Partito Comunista. Bergamini, 59 anni, parmigiana, lavora come educatrice in un asilo nido comunale di Parma.

Domenico Battaglia, sostenuto dal Movimento 3V-Vaccini Vogliamo Verità. Ferrarese, medico chirurgo specializzato in Urologia, Battaglia è tra i firmatari della lettera all’Istituto Superiore di Sanità che chiede uno studio sui vaccini.

Elezioni Emilia Romagna 2020: i programmi

Ecco i punti salienti dei programmi di ciascun candidato.

– Stefano Bonaccini (centrosinistra) sottolinea i buoni risultati raggiunti dalla Regione Emilia-Romagna sotto la sua presidenza. Per essere rieletto il governatore uscente punta sullo slogan “Un passo avanti”. Il suo programma poggia principalmente su quattro punti: asili nido gratis, ridurre ulteriormente i tempi di attesa per interventi sanitari e pronto soccorsi, manutenzione preventiva e messa in sicurezza del territorio, lotta alla disoccupazione giovanile. Qui il programma di Stefano Bonaccini.

– Lucia Borgonzoni (centrodestra) ha scelto come slogan “L’Emilia-Romagna è di tutti”. Il programma della leghista fa leva sul buon governo del centrodestra in Veneto e Lombardia: tra le proposte ci sono quella di tenere gli ospedali aperti in orario festivo e notturno per l’effettuazione di visite mediche ed esami di laboratorio e la riduzione dell’addizionale regionale Irpef. Qui il programma di Lucia Borgonzoni.

– Il programma di Simone Benini (Movimento 5 Stelle) punta principalmente sull’Ambiente: tra le proposte c’è la riscrittura della normativa regionale sull’urbanistica, la riprogettazione dell’autostrada regionale Cispadana e la chiusura di inceneritori e discariche.

– Maria Collot (Potere al Popolo) invoca l’introduzione di un salario minimo garantito di 9 euro all’ora e vuole rivedere le politiche urbanistiche regionali, oltre che ritirare la richiesta di autonomia regionale differenziata presentata dall’Emilia-Romagna sotto la presidenza Bonaccini.

– Stefano Lugli (L’Altra Emilia-Romagna) vuole una regione “sicura” perché “giusta, pubblica e sostenibile”: nel suo programma di governo si parla di uguaglianza sociale, contrasto alla privatizzazione dei servizi e rilancio delle politiche ambientali.

– Laura Bergamini (Partito Comunista) propone un programma incentrato sul tema del lavoro e sulla giustizia sociale.

– Domenico Battaglia (Movimento 3V-Vaccini Vogliamo Verità) chiede l’abolizione dell’obbligo vaccinale per i bambini iscritti nelle scuole e negli asili pubblici.

Elezioni Emilia Romagna 2020: sistema elettorale

Il sistema elettorale che regola le elezioni 2020 dell’Emilia-Romagna è disciplinato dalla legge regionale n. 21 del 2014.

È prevista l’elezione diretta del presidente della Regione a maggioranza semplice e a turno unico: in altre parole, non è previsto il ballottaggio, vince chi al primo turno raccoglie il numero più alto dei voti.

Per quanto riguarda la composizione del Consiglio regionale, le liste che appoggiano il candidato vincitore hanno diritto, come premio di maggioranza, ad almeno 27 seggi sui 50 totali dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Quaranta consiglieri sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste circoscrizionali provinciali, con recupero dei voti residui in un collegio unico regionale. Nove consiglieri sono eletti con sistema maggioritario fra le coalizioni. Il cinquantesimo seggio è riservato al candidato alla presidenza giunto secondo.

Alle elezioni dell’Emilia-Romagna è prevista una soglia di sbarramento del 3% per le liste che si presentano da sole e del 5% per le liste che si presentano in coalizione.

Elezioni Emilia Romagna 2020: come si vota

Per votare c’è un’unica scheda, di colore verde, valida sia per l’elezione del presidente della Regione sia per la composizione del Consiglio regionale.

Sulla scheda sono riportati i nomi dei candidati alla presidenza, affiancati dai simboli della lista o delle liste che li sostengono.

L’elettore può votare solo un candidato presidente e solo una lista ai fini della composizione dell’Assemblea legislativa e può esercitare il voto disgiunto.

In sostanza, le opzioni possibile in cabina elettorale sono le seguenti:
– votare un candidato presidente senza indicare una lista;
– votare una lista senza indicare una lista (in questo caso il voto va automaticamente al candidato presidente collegato a quella lista);
– votare un candidato presidente e una lista a questi collegato;
– votare un candidato presidente e una lista collegata a un altro candidato.

All’interno della lista votata, l’elettore può indicare uno o due nomi di candidati all’Assemblea legislativa: basta scrivere il cognome (ma in caso di omonimia va indicato anche il nome). Nel caso si esprimano due preferenze, i due nomi devono essere di sesso diverso, pena  l’annullamento della seconda preferenza.

Elezioni Emilia Romagna 2020: un po’ di numeri

Il 26 gennaio 2020 sono chiamati al voto oltre 3,4 milioni di cittadini emiliano-romagnoli. Le sezioni da scrutinare sono oltre 4.500, distribuite su 328 Comuni. I seggi dell’Assemblea legislativa da assegnare sono 50, i candidati alla presidenza 7, il vincitore o la vincitrice 1.

Elezioni Emilia Romagna: come andò l’ultima volta

Le precedenti elezioni regionali dell’Emilia-Romagna si sono tenute il 23 novembre 2014, quando si andò al voto anticipato per le dimissioni dell’allora governatore Vasco Errani, condannato in appello per falso ideologico (successivamente è stato assolto).

Alle elezioni del 2014 andò a votare appena il 37,7% degli aventi diritto. Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra, raccolse circa 615mila voti, pari al 49 per cento dei consensi, e fu eletto governatore.

Il suo principale sfidante era il leghista Alan Fabbri, all’epoca sindaco di Bondendo (provincia di Ferrara) e oggi primo cittadino di Ferrara: Fabbri raccolse 374mila voti (29,8%). Giulia Gibertoni, candidata del M5S, raccolse 167mila voti (13,3%).

Leggi anche:

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