Direzione Pd, Orlando: “Alleanza con M5s occasione per un progetto ambizioso”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 23 Set. 2019 alle 14:20 Aggiornato il 23 Set. 2019 alle 16:24
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Direzione Pd, la prima riunione dei dem dopo la scissione di Renzi

È iniziata alle 13 del 23 settembre 2019 la prima Direzione nazionale del Pd, dopo la scissione di Italia Viva. La relazione introduttiva è stata tenuta dal vicesegretario Andrea Orlando, mentre il segretario Nicola Zingaretti interviene per le conclusioni.

La scissione di Italia Viva, che ha dato vita a due gruppi parlamentari autonomi sia al Senato che alla Camera, ha scombussolato i dem. Matteo Renzi ha sottolineato più volte che questo non avrà ripercussioni sulla tenuta del governo, ma sono in molti ad essere scettici.

“Non ho capito il significato di separazione consensuale. Non ho apprezzato e condiviso la scelta di Renzi, come avevo criticato la scissione sinistra. In un partito politico la scissione consensuale non esiste. È come la carbonara senza guanciale, il Cuba libre senza la Coca cola”, ha detto prima della riunione Gianni Cuperlo, che si augura che Pippo Civati ritorni nel Pd.

Rosy Bindi ha accolto con favore la scelta dell’alleanza civica alle regionali in Umbria. E su Renzi dice: “Non mi sono mai fidata di lui”, ha dichiarato ai giornalisti prima della direzione Pd.

Orlando: “Alleanza con M5s occasione per un progetto ambizioso”

“Dobbiamo essere lucidi per definire la sfida che ci attende. O si apre nuova fase della repubblica che assorbe le pulsioni populiste o rischiamo”, ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando nella relazione che ha aperto la Direzione nazionale.

“La partita del rapporto con M5s si gioca a Roma e sul territorio. Diventa occasione per un progetto ambizioso. M5s è la radiografia dei nostri limiti. Ampi settori della popolazione si sono indirizzati verso questa proposta, venata di giustizialista. Ma in quella proposta sono germogliati semi che avevamo noi. Basta pensare i nostri scimmiottamenti dell’anti casta”, ha detto il vicesegretario del Pd.

Orlando intanto apre alla possibilità che la prossima legge elettorale si discosti dall’impostazione proporzionale. “L’attuale legge elettorale non ha raggiunto gli obiettivi, cioè avvicinare eletto ed elettore, ed ha finito per essere un premio a cartelli nati e finiti il giorno dopo il voto”. “Una nuova legge elettorale deve risolvere questi problemi ma non dobbiamo dare per scontato che l’unico approdo sia quello proporzionale seppur con sbarramento”, ha spiegato il dem.

“Sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, piano straordinario per la casa, segnali di una società meno ingiusta, salario minimo, parità di salario per uomini e donne e attenzione alle aree interne”: lo afferma il vice segretario del Pd Andrea Orlando dedicando un passaggio della sua relazione che ha aperto la direzione del partito ad alcuni ad alcune priorità del Pd che dovranno essere presenti nella manovra economica. Orlando ha sottolineato l’esigenza di fare “un discorso serio al Nord: ‘volete farvi rappresentare da un facinoroso che porta reduci di Salò a Roma o da un partito che conosce i vostri problemi?'”.

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