Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 16:15
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Politica

Decreti sicurezza, la Consulta conferma: “Incostituzionale negare l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo”

Immagine di copertina
Migranti Credits: ANSA

Il provvedimento era stato voluto dall'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini nel dicembre 2018

È parzialmente incostituzionale il primo decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini nel dicembre 2018 quando era ministro dell’Interno. A stabilirlo è la Consulta, dopo aver esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno nel corso degli ultimi mesi. Secondo i giudici, è irragionevole la norma che “preclude” l’iscrizione all’Anagrafe per i richiedenti asilo. I motivi? “Non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza” e soprattutto provoca una “disparità di trattamento“, perché “rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”.

La Corte rileva una duplice violazione dell’articolo 3 della Costituzione, secondo cui “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Consulta fa sapere invece che la norma non ha violato l’articolo 77 della Costituzione che regola i requisiti di necessità e urgenza dei decreti legge.

Si mette quindi la parola fine a una polemica andata avanti per mesi dopo l’approvazione del primo decreto Sicurezza, a cui aveva fatto seguito anche un decreto bis. I sindaci di molte città italiane – tra cui il primo cittadino di Milano Beppe Sala e quello di Palermo Leoluca Orlando – avevano deciso di propria iniziativa di istituire dei registri ad hoc per i migranti aggirando la norma che oggi è stata bocciata dalla Consulta. Una battaglia che poi si è spostata anche in diverse aule di tribunale, permettendo ai giudici di sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte.

Leggi anche: 1. “Fermate il Decreto Salvini: 18mila licenziamenti tra noi operatori dei Cas, migranti in mano alle mafie” / 2. “Invito tutte le anagrafi d’Italia a disobbedire e non applicare la legge: il decreto Sicurezza di Salvini è un insulto agli italiani più che ai migranti”: intervista al sindaco Orlando

Ti potrebbe interessare
Politica / Il Green pass divide la Lega: il 40% dei leghisti non vota la fiducia al decreto alla Camera
Politica / Elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021: candidati, orari, legge elettorale
Politica / Il messaggio in codice di Prodi a Mattarella: “Un incarico settennale a 82 anni è un’incoscienza”
Ti potrebbe interessare
Politica / Il Green pass divide la Lega: il 40% dei leghisti non vota la fiducia al decreto alla Camera
Politica / Elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021: candidati, orari, legge elettorale
Politica / Il messaggio in codice di Prodi a Mattarella: “Un incarico settennale a 82 anni è un’incoscienza”
Politica / Lega, la crisi interna arriva su Whatsapp: “Decide tutto Draghi, meglio la scissione”
Politica / Draghi: “Emergenza climatica come la pandemia, agire subito o sarà troppo tardi”
Politica / Perché la Cultura sarà importante per il prossimo sindaco di Roma
Politica / Prodi a Letta: “I diritti non bastano, il Pd faccia più proposte forti”
Politica / Green Pass, Letta: “Salvini su questi temi è irrilevante nel Governo, nemmeno la Lega lo segue”
Politica / Don Matteo della Mancia: Salvini ha scambiato i social per la realtà e si è perso per strada la Lega
Politica / Il candidato di centrodestra Bernardo agli alleati: "Datemi i soldi della campagna elettorale o mi ritiro"