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Dl Sicurezza, Orlando: “Nessuno criminalizza le Ong: se non violano norme non ci saranno sanzioni”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 7 Ott. 2020 alle 18:58 Aggiornato il 7 Ott. 2020 alle 19:02
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Decreti sicurezza, Orlando a TPI

“L’obbligo di salvare vite in mare esiste, la sanzione alle navi che effettuano operazioni di soccorso arriva quando non ci si attiene alle indicazioni delle autorità. Il decreto deve servire a regolare razionalmente degli accadimenti. Credo che abbia questo obiettivo e che riuscirà a raggiungerlo”, così il vicesegretario del Pd Andrea Olrando a TPI a margine del convegno “Superamento dei decreti Salvini” organizzato alla Camera da Fianco a Fianco, l’area del Pd che fa capo a Maurizio Martina. La modifica ai decreti varati nel 2018 e 2019 dal governo giallo verde ha ottenuto il via libera del consiglio dei Ministri lunedì 5 ottobre dopo che la bozza – messa a punto a luglio scorso – era stata messa in standby in vista delle Elezioni Regionali.

Accolto con entusiasmo dalle forze di centrosinistra e dalla società civile, sopratutto per quanto riguarda le norme che regolano il percorso di accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo, il nuovo decreto sicurezza e immigrazione ha incontrato le critiche delle associazioni umanitarie che si occupano di salvataggi nel Mediterraneo per quanto riguarda la parte che regola i soccorsi. Questi infatti potranno essere ancora sottoposti a divieti e sanzioni penali – anche se ridotte rispetto a quelle previste dai decreti Salvini – in caso di violazione del codice della navigazione.

Secondo Medici Senza Frontiere (qui l’intervista al responsabile dell’Advocacy Marco Bertotto): “Prevedere sanzioni penali alle Ong che mettono in atto comportamenti finalizzati al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina quando questi non si sono mai verificati, trasmette un messaggio sbagliato”. Dello stesso avviso Open Arms, che a TPI dichiara “Le Ong vengono ancora criminalizzate“. Ma secondo Orlando: “Nessuno criminalizza prevedendo un’ipotesi astratta. Se le Ong non violano quelle norme non ci sarà nessuna ragione per applicare le sanzioni”. “L’obiettivo dei decreti sicurezza non era quello di dare un segnale opposto a Salvini realizzando quello che è diametralmente più lontano da quanto deciso dall’ex ministro dell’Interno – continua Orlando – ma quello che è più utile a regolare un fenomeno che è di grande portata per l’organizzazione sociale del nostro Paese”.

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