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Decreti Sicurezza, Rampelli (FdI) a TPI: “Conte sotto ricatto del Pd. Il M5S ha perso la faccia”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 6 Ott. 2020 alle 12:58 Aggiornato il 6 Ott. 2020 alle 13:03
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Immagine di copertina
A sinistra il premier Giuseppe Conte, al centro Fabio Rampelli (FdI), a destra Luigi di Maio (M5S)

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto su sicurezza e immigrazione che riscrive i decreti emanati dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il nuovo decreto legge introduce disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web. Noi di TPI ne abbiamo parlato con Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia e attuale Vicepresidente della Camera dei deputati.

Un anno e mezzo fa, il premier Conte annunciava entusiasta l’approvazione del decreto sicurezza insieme all’allora ministro degli Interni Matteo Salvini. Come lo vede oggi?

Mi pare evidente che il premier Conte subisca un palese ricatto da parte del Pd, altrimenti non capisco come si possano rivoluzionare completamente le proprie decisioni che risalgono solo a un anno e mezzo fa. Le condizioni generali che hanno richiesto l’emissione del decreto sicurezza non sono cambiate. Anzi, se possibile con il sopraggiungere della pandemia si sono aggravate. Semmai ci sarebbe stato bisogno di una stretta.

In che senso?
Non ha senso obbligare i cittadini all’uso della mascherina all’aperto, prolungare lo stato d’emergenza e poi aprire i rubinetti sui flussi migratori, che sono oggettivamente senza controllo. Gli accertamenti sanitari che eseguiamo noi in Italia non li hanno certamente nel continente africano. C’è un coefficiente di rischio in più. Sarebbe opportuno. prima di imporre orari di chiusura a esercizi pubblici e imporre l’uso obbligatorio delle mascherine all’aperto, evitare che persone senza autorizzazioni e controlli possano raggiungere le nostre coste.

Con le modifiche ai decreti torna l’istituto della protezione umanitaria. Cosa ne pensa?
Siamo a favore della protezione umanitaria in senso letterale, siamo invece contrari all’istituto che si sono inventati sotto questo nomignolo, che rende lo strumento più accattivante ma è deleterio nella sostanza.

Come mai?
Perché prevede che tutti i migranti giunti in Italia esenti dalle caratteristiche per ottenere la protezione internazionale – cioè il 90% del totale – attraverso la protezione umanitaria possano continuare a restare nel circuito dell’accoglienza italiano e quindi sul suolo italiano. Questa correzione di decreto prevede la liceità per qualunque cittadino del terzo mondo di recarsi in Italia e ottenere questa protezione.

Ricordiamo che l’istituto della protezione umanitaria esiste solo in Italia. Per noi l’umanità è in prima fila insieme alla solidarietà, non dico che le persone non vadano soccorse, anzi. Anche noi dobbiamo fare la nostra parte, non possiamo lavarci la faccia dicendo che la comunità internazionale non agisce al riguardo. Però si protegge una popolazione in difficoltà andandola a soccorrere.

Cambia, in parte, anche il sistema delle multe alle Ong:
È un’altra vergogna: le multe colpivano solo le Ong che non si attenevano ai protocolli. Quindi non tutte indiscriminatamente. Noi sappiamo che ci sono Ong proprietarie di imbarcazioni finanziate in maniera oscura, perché i bilanci non sono trasparenti, che sono in contatto come dimostrano inchieste e intercettazioni, con i trafficanti di uomini.

Però non ci sono inchieste che finora hanno dimostrato quel che dice.
Non ci sono giudizi definitivi, però ci sono i tracciati che testimoniano un andamento delle rotte anomale da parte delle navi di alcune Ong.

Sempre in tema di Ong, si passa da sanzioni amministrative a provvedimenti pensali. In questo senso la stretta c’è.
Non ritengo sia un provvedimento peggiorativo per le Ong, la sanzione amministrative è propinabile in tempi brevi, il processo penale non si sa quando finisce.

Come vede il ruolo del M5s rispetto a queste modifiche?
Il movimento ha perso la faccia, non tanto per questioni politiche, ma perché sta rinnegando tutti i principali argomenti su cui si è qualificato e su cui ha preso i voti. Forse gli sono rimasti solo i voti di chi beneficia del reddito di cittadinanza. Adesso siamo tornati al punto di partenza.

Movimento che deve fronteggiare una possibile scissione interna
Molti osservatori non hanno mai avuto dubbi: un movimento che nasce sull’onda di un malcontento sociale diffuso è un movimento biodegradabile, esistono a tempo determinato. Quando si chiude un ciclo si chiudono anche i portoni di questi pseudo-movimenti. Il ciclo del M5S si è chiuso, i leader di questo movimento lo stanno accompagnando in chiesa.

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