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Home » Politica

Crosetto e la minaccia nucleare: “Hiroshima non ci ha insegnato niente, temo che la situazione precipiti”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Il ministro della Difesa in un'intervista al Corriere della Sera: "Trump dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi, sull'Iran sarebbe stata utile meno approssimazione. Elezioni anticipate? Non possiamo permetterci una crisi oggi"

“Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla”. Lo dice il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista a Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera.

“Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo”, afferma il ministro parlando della guerra in corso in Medio Oriente: “È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere”, aggiunge, riferendosi all’impennata dei prezzi energetici scatenata dal blocco dello Stretto di Hormuz.

“Questo – continua Crosetto – pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora”. L’Onu? “L’abbiamo lasciata morire lentamente, le abbiamo fatto perdere ogni capacità di influenza e di ruolo”, dice. Nello scenario attuale, osserva il ministro, “conta purtroppo per noi soltanto la potenza”.

L’intervistatrice gli domanda se, allora, il rischio di un’escalation nucleare costituisca una minaccia reale. “Non voglio nemmeno pronunciare la parola”, risponde Crosetto: “Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore”.

Il ministro critica, seppur con toni morbidi, la decisione degli Stati Uniti di seguire Israele nell’attaccare l’Iran: “Trump – sottolinea – è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo”, ma “dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi”. “Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo”, sostiene Crosetto. “L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti-occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà, era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione”.

L’Europa? “Fa ciò che può, ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni”. “L’Italia – rimarca il ministro della Difesa – non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della Nato, ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso”.

Eppure Trump ha più volte evocato la possibilità di uscire dall’Alleanza Atlantica, fa notare Sarzanini: “Non credo e non può farlo”, commenta Crosetto. “Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi”.

Rispetto alle basi statunitensi presenti su territorio italiano, il ministro della Difesa ricorda che “abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi perché questo prevedono i trattati e perché tutti i governi si sono comportati allo stesso modo”. “Ma – puntualizza – abbiamo regole. Sono accordi che non abbiamo sottoscritto noi, se ai nostri predecessori non piacevano avrebbero potuto annullarli”.

Secondo Crosetto, occorre puntare su “dialogo” e “attività diplomatica”: “Trump – argomenta – ha l’agenda dettata dalla volontà di vincere in fretta anche perché dovrà confrontarsi con le elezioni di mid-term. Questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership mondiale”.

Il ministro, infine, rivolge un appello alle forze politiche: “Maggioranza e opposizione – auspica – devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti”. E allontana l’ipotesi delle elezioni anticipate: “Noi siamo obbligati a reggere perché tutto possiamo permetterci in questo momento tranne una crisi”, sostiene. “Per noi sarebbe più facile e certamente molto più comodo andare alle elezioni anticipate. Invece abbiamo il dovere di gestire la crisi derivata dal conflitto e quindi di rimanere”.

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