Crisi governo news 2 giugno | Fico contro Salvini: scontro sulla Festa della Repubblica

Di Antonio Scali
Pubblicato il 2 Giu. 2019 alle 20:42 Aggiornato il 2 Giu. 2019 alle 20:44
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Crisi Governo | Di Maio news | M5s news | Salvini news | Oggi 2 giugno

CRISI GOVERNO – Giornata di festa per il Paese, che celebra l’anniversario della nascita della Repubblica, ma le tensioni all’interno dell’esecutivo Conte proseguono e anzi si acuiscono. A tenere banco le polemiche sulla Festa del 2 giugno e sulla lettera che il nostro governo ha inviato a Bruxelles sui conti pubblici.

Le polemiche della giornata sono state uno scontro a due tra il Presidente della Camera Roberto Fico e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il primo ha dedicato la Festa del 2 giugno a tutte le persone che vivono in Italia, ai migranti e ai rom mentre il leader del Carroccio ha ribadito come si tratti di una sola festa italiana.

“Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti”, ha
detto Fico, parlando con i cronisti prima di assistere alla tradizionale parata ai Fori imperiali. (Qui l’articolo completo)

“Io dedico la Festa della Repubblica all’Italia e agli Italiani, alle nostre donne e uomini in divisa che, con coraggio e passione, difendono la sicurezza, l’onore e il futuro del nostro Paese e dei nostri figli” sono state invece le parole del ministro dell’Interno Salvini. (Qui abbiamo ricostruito la polemica Salvini-Di Maio)

Nel corso della giornata è intervenuto anche l’ex premier Paolo Gentiloni, che ha dichiarato: “L’anno che abbiamo alle spalle è stato bruttissimo. Crescita zero, spread greco, aumento della pressione fiscale e della disoccupazione, grandi opere ferme, solitudine in Europa, perdita di influenza in Libia. Il governo sembra perennemente sull’orlo di una crisi di nervi ed è quindi possibile che si vada al voto”.

Crisi Governo | Lettera Ue

La Lega di Matteo Salvini, infatti, è convinta che ci sia stata una “manina” del Movimento Cinque Stelle dietro la soffiata ai mezzi di comunicazione del testo della missiva all’Ue di venerdì scorso.

Un testo non ancora definitivo, ma che ha causato più di qualche imbarazzo al governo, con il ministro dell’Economia Giovanni Tria costretto prima a smentire e poi in parte a correggere il contenuto della lettera.

Il programma della festa del 2 giugno 2019

Una brutta figura per il governo, che ha subito animato le critiche delle opposizioni. Tria ha dovuto accettare la cancellazione del riferimento esplicito ai risparmi che si stimano su Quota 100 e sul reddito di cittadinanza come strumenti utili per il risanamento dei conti, sostituito con un più generico riferimento alle politiche di welfare.

Mercoledì la risposta di Bruxelles, ma il rischio dell’avvio di una procedura d’infrazione per debito troppo alto è sempre più probabile. Lo scontro sulla bozza della lettera Ue mette ancor più in crisi il governo, alimentando il clima di sfiducia tra Movimento Cinque Stelle e Lega. Non a caso il viceministro leghista dell’Economia, Massimo Garavaglia, ha detto: “Se non si riesce a fare le cose è meglio andare al voto”.

Se Salvini si dice soddisfatto della lettera inviata a Bruxelles, dopo la fuga di notizie il ministro dell’Economia Tria ha deciso di presentare in procura una denuncia. In una nota del Mef si legge infatti: “Lunedì il generale Fabrizio Carrarini, vice-capo di gabinetto del ministro e responsabile della sicurezza cibernetica, depositerà alla procura della Repubblica in nome e per conto del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, una denuncia per divulgazione di atti secretati e violazione di segreto d’ufficio.

La decisione fa seguito alla diffusione a mezzo stampa di una bozza di lettera del ministro in risposta alle richieste di spiegazioni da parte della Commissione europea circa l’evoluzione del debito italiano nel 2018”.

Crisi Governo | Voto anticipato

Nella crisi di governo sempre più evidente entra anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: come riporta oggi il quotidiano la Repubblica, prende sempre più piede l’ipotesi di un voto anticipato a settembre, per salvaguardare i conti pubblici italiani.

Ieri le dure parole del capo dello Stato in vista della festa del 2 giugno che appaiono come un monito ai partiti di governo: “Libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo”.

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