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Coronavirus, altre 2 settimane di blocco, poi riapertura graduale: ecco da cosa si comincerà

Di Redazione TPI
Pubblicato il 30 Mar. 2020 alle 09:07 Aggiornato il 30 Mar. 2020 alle 13:45
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I carruggi genovesi tra vicoli deserti e negozi chiusi dove solo poche persone sono uscite di casa per fare la spesa. Genova, 19 Marzo 2020. ANSA/LUCA ZENNARO

Coronavirus, altre 2 settimane di blocco, poi riapertura graduale: ecco da cosa si comincerà

È la domanda che tutti gli italiani si stanno ponendo, ma il governo non si è ancora sbilanciato con una proposta ufficiale: quando ripartirà l’Italia? In che modo sarà scaglionata la riapertura dei negozi, delle attività produttive e delle scuole? Ormai sembra certa la proroga delle misure restrittive per il contrasto all’epidemia di Coronavirus il prossimo 3 aprile, decisione che ieri il ministro Boccia ha dichiarato “inevitabile”. Il premier Giuseppe Conte in un’intervista a El Pais ha confermato inoltre che “l’uscita dal lockdown sarà graduale”, ma non ha indicato i tempi del ritorno alla normalità, limitandosi a dire che l’isolamento “non può essere prolungato troppo a lungo”.

Saranno quindi plausibilmente altre due settimane di chiusura totale – o con deroghe minime – quelle che ci aspettano dal 3 aprile. Ma per valutare le tempistiche del ritorno alla normalità, il governo dovrà tenere conto dei numeri dei contagi e del parere del comitato tecnico-scientifico. Il piano, secondo le indiscrezioni pubblicate su Repubblica nella serata di ieri, dovrebbe prendere il via dalle fabbriche e dai cantieri, che potrebbero ripartire già dopo Pasqua e Pasquetta oppure – in via eccezionale – anche prima. Tenere ancora bloccati infatti i cantieri della ricostruzione post terremoto nel Centro Italia o alcune fabbriche legate alle filiere alimentari o sanitarie, non è pensabile. Un nuovo incontro con Confindustria e sindacati permetterà di individuare la timeline per la riapertura, e stabilire il rispetto di alcuni protocolli di sicurezza.

Dopo il 20 aprile si potrà parlare della riapertura di alcuni negozi, come librerie, cartolerie e abbigliamento. Ma tutto dovrà avvenire col rispetto della regola del distanziamento sociale e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza come le mascherine. Un discorso a parte vale per attività ambulatoriali, ma anche parrucchieri ed estetisti, in cui c’è un contatto stretto col cliente e quindi un solo malato rischia di contagiarne decine. Infine, come già anticipato ieri, apriranno per ultime le attività in cui c’è forte socializzazione, come bar e ristoranti, cinema e teatri, ma anche scuole, palestre e discoteche.

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