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Coronavirus, sindaci lombardi contro la Regione Lombardia: 4 domande per Fontana

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 1 Apr. 2020 alle 20:37 Aggiornato il 1 Apr. 2020 alle 20:39
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“Quando saranno disponibili i dispositivi di protezione – a partire dalle mascherine – il cui arrivo è stato promesso da tempo?”. E’ una delle domande che i sindaci di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Milano e Varese rivolgono al Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in un post pubblicato da Giorgio Gori sul suo profilo Facebook. Il post, a nome dei primi cittadini dei comuni finora più colpiti dall’emergenza Coronavirus, è dunque firmato – oltre che da Gori, sindaco di Bergamo – da Emilio Del Bono (sindaco di Brescia), Gianluca Galimberti (Cremona), Virginio Brivio (Lecco), Mattia Palazzi (Mantova), Beppe Sala (Milano) e Davide Galimberti (Varese).

Delle domande che suonano come un attacco alla gestione di Fontana, che toccano i temi più importanti e urgenti e che vogliono fare pressing sul governatore lombardo per quanto riguarda i rifornimenti di materiale sanitario per gli ospedali e i medici della Regione, impegnati ogni giorno a curare i pazienti affetti dal Covid-19. “Che cosa sta facendo la Regione per proteggere il personale sanitario e gli ospiti delle RSA, in molte delle quali sappiamo purtroppo di numerosi decessi?”, è il secondo quesito dei sindaci che aggiungono che “in una recente conferenza stampa il Presidente Fontana ha detto che la situazione “è sicuramente sotto controllo” e che “tanto i plurisintomatici che i monosintomatici verranno sottoposti a tamponamento”. Dunque, si domandano gli amministratori, “è ciò che si sta realmente facendo?”.

Il terzo quesito del post social di Gori riguarda poi i tamponi e le direttive dell’Iss: “Perché la Regione Lombardia non segue le direttive del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità che prescrivono di sottoporre a tampone i sintomatici e, qualora questi siano positivi, i loro familiari e i contatti recenti?”. E infine l’ultima domanda dei sindaci, una domanda fondamentale e dalla cui risposta dipendono le tempistiche per la fine dell’epidemia: “Perché la Regione Lombardia non ha ancora autorizzato l’avvio della sperimentazione dei test sierologici che altre regioni, come il Veneto e l’Emilia-Romagna, hanno invece attivato? L’esito di tali test – in abbinamento a un’indagine continua attraverso tamponi su un campione statisticamente rappresentativo per età, sesso, luogo di residenza, ecc – è ritenuto decisivo per certificare l’evoluzione dell’epidemia e l’immunità di chi abbia contratto il virus anche in forma asintomatica”.

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