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Conte risponde a TPI in conferenza stampa su Alzano e Nembro: “Mi assumo mie responsabilità”

Il premier interviene sulla questione della mancata zona rossa nei comuni della bergamasca, dopo l'inchiesta di TPI che ha rivelato il contenuto della nota Iss che ne chiedeva la chiusura

Di Anna Ditta
Pubblicato il 6 Apr. 2020 alle 21:22 Aggiornato il 7 Apr. 2020 alle 14:55
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Immagine di copertina
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Credit: ANSA/Filippo Attili

Conte risponde a TPI in conferenza stampa su Alzano e Nembro: “Mi assumo mie responsabilità”

“Abbiamo imposto la zona rossa per l’intera Lombardia, abbiamo preso questa decisione in scienza e coscienza, ce ne assumiamo la responsabilità. Riteniamo di aver preso una decisione ancora più stringente”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rispondendo a una domanda di TPI riguardante l’inchiesta sulla mancata imposizione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo, nella bergamasca.

Conte ne ha parlato durante la conferenza stampa tenutasi oggi, lunedì 6 aprile, al termine del Consiglio dei ministri sul decreto liquidità per le imprese, con cui il governo intende far fronte all’emergenza Coronavirus in Italia. L’inviata di TPI Veronica Di Benedetto Montaccini, ha posto al premier la seguente domanda: “Presidente, lei oggi ha inviato al nostro giornale una risposta formale in merito alla inchiesta di Francesca Nava che TPI ha pubblicato sulla mancata chiusura di Alzano e Nembro supportata dalla nota dell’Istituto Superiore di Sanità inviata il 2 marzo e da noi resa pubblica. In questa sua risposta a TPI lei sostiene che Fontana “avrebbe tranquillamente potuto fare la Zona Rossa”. Dunque le chiedo: questa mancata zona rossa ritiene che sia una tra le cause che ha portato a così tante vittime oggi in Italia? I dati ISTAT sono impietosi e mostrano un incremento delle vittime proprio pochi giorni dopo il 23 febbraio, giorno in cui il governo ha varato un decreto (n.6) in cui si dichiarava che “allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19 nei comuni dove risulta positiva almeno una persona le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contentimento”. Si pente che quell’area non sia stata resa zona rossa?”.

“Di fronte alla richiesta di chiarimento del vostro giornale ho articolato una nota molto puntuale per ricostruire quei giorni, anche se sono giorni molto impegnativi. Ho ricostruito la vicenda dal punto di vista del governo nazionale”, ha detto Conte. “Quando c’è stata una prima richiesta da parte del comitato tecnico scientifico, giorno 3, credo già l’indomani abbiamo attuato una prima misura restrittiva per la Lombardia. Giorno 5 ho chiesto io stesso al comitato, d’accordo con il ministro Speranza, di articolare meglio le ragioni di questa richiesta, anche perché in Lombardia e in altre aree limitrofe c’era una situazione che testimoniava un contagio già diffuso. Da qui la richiesta di un chiarimento sulle ragioni per cui predisporre una specifica cintura sanitaria per quei due comuni, visto che già ci stavamo orientando per l’imposizione di una zona rossa per l’intera Lombardia”, ha detto Conte.

Il premier ha precisato che non era sua intenzione fare polemiche con il governatore Fontana, quando ha riportato che il governatore sarebbe stato libero, in qualsiasi momento, di imporre una zona rossa nei due comuni della bergamasca. “Per legge sarebbe potuto intervenire”, ha detto. “Questo è il momento di collaborare tutti insieme” poi ci sarà il “momento di accertare le responsabilità. Io mi assumo le mie responsabilità”, ha detto Conte. “Ora ho bisogno della collaborazione di tutti: sindaci e presidenti di regione”.

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