Si è dimesso il premier Giuseppe Conte: aperta ufficialmente la crisi di governo

L'annuncio del presidente del Consiglio durante il suo intervento al Senato

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 20 Ago. 2019 alle 15:53 Aggiornato il 20 Ago. 2019 alle 17:01
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Immagine di copertina
Giuseppe Conte

Crisi di governo, Conte dimissioni

Sono arrivate le dimissioni di Giuseppe Conte. Durante il discorso al Senato, il presidente del Consiglio ha annunciato che rimetterà il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Mi recherò dal presidente della Repubblica e rassegnerò le dimissioni da presidente del consiglio. Mattarella guiderà il pese in questo delicato passaggio istituzionale”, ha detto Conte.

Il Capo dello Stato adesso dovrà far ripartire le consultazioni. Nel caso in cui non fosse possibile trovare una nuova maggioranza, Mattarella scioglierà le Camere: il primo step verso le elezioni anticipate. Con le dimissioni di Conte, si è aperta così formalmente la crisi di governo (qui tutti gli aggiornamenti in diretta).

Durante il suo discorso al Senato Conte è stato durissimo nei confronti del ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini. “L’8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi”, ha affermato il premier Conte, intervenendo nell’Aula del Senato.

Conte è stato interrotto più volte da scroscianti applausi da parte dei senatori del Movimento 5 stelle e durissime critiche da parte dei senatori della Lega. Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è stata costretta a richiamare all’ordine l’Aula più volte.

Nel suo intervento è stato duro anche Salvini. Il ministro dell’Interno e leader della Lega ha affermato: “Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto”, ha detto il premier. “Non ho paura del giudizio degli italiani”, ha scritto ancora. E ancora: sono qua “con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po’ meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero”.

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