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Centrodestra, con il primo decreto torna il condono: è il secondo in meno di due anni

Immagine di copertina
Credit: ANSA/CESARE ABBATE

Centrodestra, con il primo decreto torna il condono: è il secondo in meno di due anni

Torna il condono: in cima alle priorità del nuovo governo ci sarà una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. La seconda sanatoria in quasi due anni, dopo quella varata dal governo Draghi poco dopo il suo insediamento. In questo caso, le proposte allo studio di Fratelli d’Italia prevedono la cancellazione delle cartelle sotto i 3mila euro, a fronte del versamento di una somma tra il 10 e il 20 percento del dovuto e il taglio del restante 80-90 percento. Anche la soglia per accedere alla rottamazione potrebbe variare, arrivando fino a 3.500 euro, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano. Rispetto al condono di marzo 2021, approvato con il decreto Sostegni, sembra non sarà più stabilita una soglia di reddito per accedere al beneficio, fissata in quel caso a 30mila euro. Il provvedimento del governo Draghi consentiva inoltre di cancellare automaticamente tutte le cartelle esattoriali dal 2000 al 2010 per multe, bolli e tasse fino a 5mila euro. In questo caso la rottamazione, di cui si sta occupando  Maurizio Leo, responsabile del Dipartimento Economia di Fratelli d’Italia e possibile viceministro dell’Economia, farà parte del decreto che il nuovo esecutivo varerà entro fine anno, contenente anche le misure contro il caro-bollette.

Rimandata a data da destinarsi la flat tax, cavallo di battaglia della Lega. La proposta non figurerà nella legge di bilancio di quest’anno, per l’assenza di coperture sufficienti. Ci potrebbe essere spazio solo per estendere l’aliquota dei redditi fino a 65mila euro fino alla soglia dei 100mila euro, solamente per i lavoratori autonomi. Nella manovra dovrebbe invece trovare posto la modifica di superbonus e reddito di cittadinanza, promosso con forza da Fratelli d’Italia.

Anche secondo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, non è tempo di flat tax. “Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax sull’Irpef che dimentichino Irap e Ires. Non possiamo permetterci nuovi strumenti di prepensionamento”, ha detto all’assemblea degli industriali di Varese. Un possibile riferimento alle due misure simbolo della Lega di Matteo Salvini su pensioni e fisco: Quota 102 e la “tassa piatta”.

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