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Il candidato dei Verdi alle Europee: “Salvini colerebbe a picco se non ci fosse il problema dei migranti. M5s? Hanno preso decisioni incomprensibili”

TPI ha incontrato il candidato principale del partito europeo dei Verdi, che ha spiegato la sua visione sulle prossime elezioni europee

Di Laura Melissari
Pubblicato il 11 Apr. 2019 alle 17:52 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:06
Immagine di copertina

Candidato Verdi Europee Bas Eickhout | Le elezioni europee si avvicinano e l’ansia sale. Se i due partiti principali dell’Europarlamento non saranno in grado di formare una maggioranza da soli, per la prima volta nella storia, a chi guarderanno?

I sondaggi dicono infatti che popolari e socialisti con buona probabilità vedranno diminuire i loro consensi, tanto da non riuscire a raggiungere i 375 seggi necessari per la maggioranza. E i verdi sono il partito che può fare da ago della bilancia.

TPI ha incontrato a Bruxelles Bas Eickhout, lo spitzenkandidat del partito dei Verdi, che insieme alla tedesca Ska Keller è il candidato di punta per un’eventuale elezione alla Commissione (Qui abbiamo spiegato in cosa consiste la procedura dello spitzenkandidat).

“Queste elezioni europee sono veramente la chance per cambiare l’Europa, ed è quello che vogliamo fare. Questa Europa è stata costruita dai partiti centristi, i cristiano-democratici e i socialdemocratici. Ma loro perderanno la maggioranza per la prima volta nella storia del parlamento europeo. I loro due grandi blocchi non avranno la maggioranza”, spiega Eickhout, eurodeputato olandese.

“Penso che ci siano due possibili soluzioni: o andare con chi dice distruggiamo l’Europa – ma questa non è la nostra soluzione – o cambiare le cose. Noi crediamo nella cooperazione e nella solidarietà europea, ma alcune cose vanno cambiate. Siamo focalizzati su tre obiettivi: climate change, diritti sociali e democrazia”, spiega lo spitzenkandidat dei Verdi.

E proprio sulla questione dei diritti sociali e dello stato di diritto l’Europa ha maggiormente fallito, pensa il Verde.

“La Commissione europea ha combattuto contro la Polonia, ma non contro l’Ungheria, ed è assurdo, sarà che Orban è nello stesso partito politico di Juncker”, dice Eickhout.

Il candidato dei Verdi fa riferimento alla procedura per l’applicazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona contro la Polonia. Si tratta dell’articolo che garantisce il rispetto dei valori fondamentali dell’Ue nei paesi dove questi sono minacciati.

Una procedura simile nei confronti dell’Ungheria non è mai stata paventata, ha rilevato Eickhout.

Ma il modo per cambiare l’Europa è farlo da dentro, secondo il partito europeista dei Verdi.

“Siamo alternativi ai liberisti e ai populisti”, spiga Eickhout, che guarda a queste elezioni con grande curiosità e occasione per espandere l’importanza del suo partito come terza via, lì dove i due partiti tradizionali hanno “fallito”.

“In questa situazione, tutta nuova, i partiti principali devono guardare alle altre formazioni per una maggioranza e in particolare ai liberali e ai verdi. Siamo disponibili a parlare, ma chiediamo di mettere sul tavolo i nostri tre temi: clima, diritti sociali e democrazia e vogliamo vedere un cambiamento nel Ppe, se non sarà così non daremo il nostro supporto”, dice Eikhout, spiegando la sua strategia.

“Possiamo discutere, ma queste sono le nostre priorità. Sono le sfide del futuro”, dice senza mezzi termini.

Grande incognita per i Verdi rimangono i Cinque Stelle, con cui condividono alcuni temi di punta.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

“Abbiamo lavorato bene con gli eurodeputati del M5s, ma la leadership del partito ha preso decisioni molto strane. Il governo di cui fanno parte ora non ha assolutamente senso. Se la direzione che hanno preso continuerà ad essere quella, mi dispiace ma li allontana dalla cooperazione con Verdi. Le decisioni che hanno preso nell’ultimo anno ci preoccupano”, dice con apprensione il candidato di punta dei Verdi.

Tra queste decisioni vi sono quelle relative ai flussi migratori e alla riforma del sistema di Dublino.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

“Serve maggiore solidarietà europea”, ha detto il candidato di punta dei Verdi, sostenendo una revisione del regolamento di Dublino.

“Il maggior problema che abbiamo oggi è che chiunque entra in Europa deve iniziare il procedimento in quel paese per stabilire se sia un rifugiato, e questo è ingiusto nei confronti di quei paesi come Italia o Grecia. Ci deve essere una distribuzione in tutta Europa del processo di valutazione delle domande di asilo politico”, spiega Eickhout.

“Il problema è che impieghiamo moltissimo tempo a valutare se una persona è un rifugiato o meno. Se c’è qualcuno che è contro una soluzione del problema migratorio è Salvini, se fosse onesto e volesse veramente trovare una soluzione, non sarebbe così amico di Orban, che è il principale nemico della solidarietà europea”, prosegue ancora il Verde.

“Salvini dimostra che non cerca una soluzione perché sa che la sua popolarità andrebbe a picco nel momento esatto in cui venisse trovata una soluzione al problema migratorio. Lui nutre la sua popolarità dal fatto che non c’è una soluzione, ed è il motivo per cui sta accanto a Orban”, spiega senza mezzi termini.

Accanto al problema migratorio, l’urgenza dei Verdi, nella prossima legislatura, è quella della lotta al cambiamento climatico.

“Il sistema energetico è la spina dorsale della lotta al cambiamento climatico. Le centrali a carbone vanno chiuse il prima possibile e bisogna investire nelle energie rinnovabili. Ci sono molte opportunità di lavoro con le energie rinnovabili ed è possibile produrre l’energia da sé”, sottolinea lo spitzenkandidat dei Verdi.

“Ogni giorno spendiamo un miliardo di euro nell’importare combustibili fossili da Russia e Medio Oriente. Ne siamo completamente dipendenti. Dovremmo investire in nuove tecnologie, nella mobilità”, conclude speranzoso Bas Eickhout.