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Bonus Inps, consigliera milanese si autodenuncia: “Non vivo di sola politica”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 10 Ago. 2020 alle 11:33
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Immagine di copertina
Anita Pirovano

“Mi autodenuncio. Non vivo di politica perché non voglio e non potrei”. Dopo lo scandalo sui “furbetti” del bonus Inps Anita Pirovano, consigliera comunale milanese per la lista di sinistra Milano Progressista, ha pubblicato un post su Facebook in cui ammette di aver chiesto e ottenuto il contributo stanziato per le partite Iva dal governo durante l’emergenza Covid-19. A chiedere e ottenere il contributo, secondo quanto riporta Repubblica, sono stati cinque deputati, ma anche assessori e consiglieri regionali e comunali nonché sindaci (in tutto circa 2mila).

Sentitasi chiamata in causa da chi critica i “furbetti del bonus”, Pirovano ha deciso di affidare a Facebook il suo sfogo: “Mi autodenuncio”, scrive. “Non vivo di politica perché non voglio e non potrei. Non potrei perché ho un mutuo, faccio la spesa, mantengo mia figlia e – addirittura – ogni tanto mi piace uscire e durante le ferie andare in vacanza. In più ho studiato fino al dottorato e all’esame di stato per diventare psicologa e ricercatrice sociale”.

“Come tanti mi indigno – perché è surreale – se un parlamentare in carica fruisce ammortizzatori sociali e penso sia paradossale che una misura di sostegno al reddito non preveda nessuna soglia di reddito”, prosegue il post, “Tutto ciò premesso qualcuno – magari anche più lucido e meno incazzato di me – mi spiega perché da lavoratrice (e la politica non è un lavoro per definizione) non avrei dovuto fare richiesta di una misura di sostegno ai lavoratori destinata perché faccio anche politica? Considerato ovviamente che pur lavorando tanto ed essendo componente di un’assemblea elettiva (il che non mi garantisce né un’indennità né banalmente i contributi Inps) ho un reddito annuo dignitoso e nulla di più. Mi arrabbio ancor più se penso che nel calderone dei 2.000 probabilmente sarà stato tirato in causa anche qualche sindaco (accomunato ai parlamentari o ai consiglieri regionali dal comune impegno politico ma non dal conto in banca) di un piccolissimo comune con una grandissima responsabilità pubblica e un’indennità di poche centinaia di euro annue”.

Dei cinque deputati che, secondo quanto riporta Repubblica, avrebbero ottenuto il bonus per le partite iva dell’Inps, tre sono della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. Sulla vicenda che riguarda i parlamentari è arrivata la condanna del presidente della Camera Roberto Fico e quella unanime delle forze politiche.

Leggi anche: 1. Deputati e bonus Iva, la difesa nella chat della Lega: “Forse un disguido dei commercialisti” /2. Bonus partita Iva, chi sono i 5 deputati che lo hanno chiesto e ottenuto

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