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“Cittadinanza italiana agli studenti stranieri minorenni”: la proposta della ministra Bonetti

Archiviato il ddl Pillon, la nuova ministra per le Pari opportunità e la Famiglia del governo Conte Bis, Elena Bonetti, apre a un nuovo Family Act che tuteli famiglie e bambini

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 21 Set. 2019 alle 11:34 Aggiornato il 21 Set. 2019 alle 11:35
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“Cittadinanza agli studenti minorenni”: la proposta della ministra Bonetti

La ministra Bonetti propone di dare la cittadinanza italiani agli studenti minorenni. “Un bambino figlio di stranieri che concluda un ciclo di studi nel nostro paese deve avere la cittadinanza italiana con lo Ius Culturae”.

Questa la proposta di Elena Bonetti, docente di Matematica alla Statale di Milano, renziana pre e post-scissione e quindi ministra della Famiglia del governo Conte Bis, in un’intervista a La Stampa.

Il cuore della sua agenda al dicastero è nel Family Act: asili nido gratis, assegno unico per ogni bambino ed estensione del congedo di paternità. “Se lo Stato investe nella formazione di una persona, poi è giusto che la valorizzi” spiega.

Archiviato il ddl Pillon, la nuova ministra per le Pari opportunità e la Famiglia del governo Conte Bis, Elena Bonetti, apre a un nuovo Family Act che tuteli famiglie e bambini.

Questo governo “vuole porre il tema della famiglia, con un progetto di sistema che combatta la denatalità e rimetta l’educazione al centro. L’ asilo gratis e l’ assegno unico hanno un doppio significato: da una parte incentivare il ritorno al lavoro dopo la gravidanza, dall’altra riconoscere il valore dell’educazione e lottare contro le sacche di diseguaglianza che si creano già nella prima infanzia. Vedremo cosa inserire nella manovra, in base alle risorse”.

L’ idea è “garantire un assegno mensile, che comprenda bonus e detrazioni e proporzionato al reddito, dagli ultimi mesi di gravidanza all’età adulta di ciascun figlio”. Ci sono “proposte di legge che partono da 2-300 euro al mese”.

Inoltre serve il prolungamento del congedo per i padri e le madri e favorire politiche di conciliazione perché “fare un figlio non può più essere un ostacolo alla vita lavorativa”. Un maggiore coinvolgimento dei padri contrasterebbe anche “quei modelli di presunta superiorità dell’ uomo che purtroppo ancora attraversano la nostra società”.

Venendo al rapporto fra Italia Viva ed esecutivo Bonetti spiega che “ora ciascuno potrà porre i propri temi in modo nitido, senza equilibrismi. Il governo ne esce rafforzato.

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