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Di Maio contro Atlantia, Confindustria attacca il ministro: “Danneggia una società quotata in Borsa”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 27 Giu. 2019 alle 21:34 Aggiornato il 27 Giu. 2019 alle 21:36
Immagine di copertina
(Foto di Vincenzo Boccia dalla pagina Twitter di Confindustria)

Di Maio | Confindustria | Atlantia | Alitalia

ATLANTIA DI MAIO CONFINDUSTRIA – Luigi Di Maio contro Atlantia. Confindustria contro Di Maio. L’ultimo scontro tra governo e mondo delle imprese vede protagonisti il ministro dello Sviluppo Economico e la società per azioni che controlla Autostrade. Il vicepremier e capo politico M5S ha definito l’azienda “decotta” e inadatta a partecipare al salvataggio di Alitalia. L’associazione degli industriali lo ha accusato di creare danno a una società quotata e ricordando che “non si governa con l’ansia e il rancore”. Un botta e risposta senza mezze misure.

Di Maio contro Atlantia: “La società è decotta, Alitalia perderebbe valore”

Ad accendere la miccia è stato Di Maio. Il ministro a Porta a Porta ha affermato: “Sulla questione di Atlantia se abbiamo detto a Genova che revocavamo le concessioni autostradali, il giorno in cui in maniera coerente lo faremo quell’azienda perderà valore in borsa. Se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche agli aerei. Atlantia è decotta, non può essere coinvolta”.

Atlantia: “Dal ministro grave danno alla società”

Atlantia ha risposto annunciando di valutare azioni legali. “Le dichiarazioni odierne del vice presidente Di Maio perturbano l’andamento del titolo Atlantia in Borsa, anticipando la presunta conclusione di un procedimento amministrativo che il ministro Toninelli ha affermato solo ieri ‘essere ancora in corso’, e determinano gravi danni reputazionali per la società”.

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Nella sua nota Atlantia ha quindi fatto sapere che “si riserva di attivare ogni azione e iniziativa legale a tutela dei propri interessi, dei dipendenti, degli azionisti, dei bondholders e degli stakeholders tutti”. E ha ricordato, ancora, che “sulla base del contratto di concessione in essere, ogni ipotesi di revoca richiederebbe il previo pagamento del valore della concessione stessa, nei termini contrattualmente previsti e approvati per legge”.

Nella nota non è mancato poi un riferimento al peso specifico di Atlantia nei settori in cui opera: “Leader mondiale nel settore delle concessioni autostradali e aeroportuali, con oltre 14mila km di rete e 30mila dipendenti nel mondo”.

Di Maio: “I Benetton più veloci alle querele che alle scuse”

Una controreplica di Di Maio non si è fatta attendere. “Il gruppo Atlantia e dunque i Benetton – ha dichiarato il ministro su Facebook e capo M5S – hanno appena minacciato di querelarmi perché – a loro dire – le mie dichiarazioni su Alitalia potrebbero danneggiare il loro titolo in borsa. I Benetton sono stati più veloci oggi a rispondere al sottoscritto (minacciando azioni legali) che a chiedere scusa ai familiari delle vittime” di Genova. Se a questi gruppi di potere tocchi il portafogli è la fine”.

“E se qualcuno vuole sfilarsi o tagliare la corda – ha aggiunto il vicepremier – problema suo. Il cambiamento richiede coraggio. Il M5S non tradisce i cittadini”.

Confindustria contro Di Maio: “Grevi effetti su una società in Borsa”

È intervenuta infine Confindustria.  “Leggiamo con stupore le dichiarazioni del vicepremier Di Maio”, ha detto l’associazione degli imprenditori commentando le parole su Atlantia. “Ricordando che non si governa con l’ansia e il rancore e che la politica dovrebbe avere il senso del limite, sarebbe opportuno  – hanno detto da via dell’Astronomia – che il presidente del Consiglio chiarisca a nome di tutto il governo la linea da tenere su questi delicati dossier per evitare che venga compromessa, come nel caso dell’ex Ilva di Taranto, la credibilità del Paese e la certezza del diritto”.

E ancora: “Leggiamo con stupore – hanno dichiarato Confindustria – le dichiarazioni del vicepremier Di Maio che, con riferimento al salvataggio dell’Alitalia, parla di Atlantia come di una società destinata a diventare decotta a seguito della revoca della concessione autostradale”. “Si tratta di affermazioni molto critiche perché anticipano le conclusioni di un procedimento amministrativo nel pieno del suo svolgimento e per i gravi effetti che potrebbero avere su una società quotata in Borsa”.