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Amministrative, dal ruolo di Calenda al risultato del M5s: le incognite che più interessano Pd e Quirinale

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Siamo arrivati all’ultimo giorno di una campagna elettorale amministrativa molto nervosa, con le scosse registrate nelle ultime ore sul caso Morisi e con la condanna di Mimmo Lucano. Acquisiti i risultati lunedì, la politica entrerà praticamente, senza uscirne più fino a febbraio, nel ‘tunnel’ del Quirinale. Al Nazareno si aspettano anche colpi di coda dello scontro interno alla Lega, ma i più esperti (in particolare Dario Franceschini) avvertono che se mai ci saranno, verrebbero regolati dopo febbraio, ovvero dopo l’elezione del Capo dello Stato. Già, perché nei conciliabolo più riservati è proprio il ministro della Cultura a spiegare come ci si dovrà comportare nei prossimi mesi. Tanto più che l’uomo forte PD, a quanto spifferano in transatlantico, oltre a controllare i gruppi parlamentari è in ottimi rapporti con il suo alter-ego leghista, Giancarlo Giorgetti.

Ed allora nelle sedi di partito, così come sul Colle del Quirinale, ci si prepara a guardare con attenzione i seguenti dati, che usciranno dalle urne di domenica e lunedì. Innanzitutto le percentuali del M5S a Roma e a Torino, dopo i bagni di folla richiamati dal tour di Conte: il movimento di Grillo sarà ancora vivo e continuerà ad essere un interlocutore credibile per gli alleati? Se i risultati saranno ad una cifra per “Giuseppi” saranno dolori. Non basterà dire che si è saliti su un treno in corsa. In politica non è mai una buona scusa. Poi si terrà d’occhio il confronto nel Pd, tra le liste di Roma e Torino, dove nella capitale sabauda si è fatto avanti un partito più autonomo e fortemente anti 5 stelle, in assoluta controtendenza nazionale.

Se andasse meglio che nella capitale gli equilibri interni al PD verrebbero messi in discussione. Ed ancora il confronto muscolare del centrodestra a Milano: riuscirà Giorgia Meloni a battere la Lega giocando nella sua storica roccaforte? Un eventuale sorpasso di Fratelli d’Italia acuirebbe senza dubbio i problemi di Salvini. Che già ne ha in abbondanza. Altro quesito molto attenzionato riguarderà Calenda: quale sarà la percentuale finale del leader di Azione nella Capitale? Nel caso fossero confermate le percentuali attribuite dai sondaggi, il prossimo passo dell’ex ministro riguarderebbe la costituzione di un polo centrista, con ricadute che si farebbero sentire anche dalle parti del Nazareno. Con i risultati elettorali in mano, è prevedibile che il prossimo banco di prova della legislatura torni ad essere il confronto sulla legge elettorale. I favorevoli al ritorno del proporzionale crescono di ora in ora.

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