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Aborto, Meloni: “Non cambierò la legge 194, voglio aiutare le donne a non abortire”

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Aborto, Meloni: “Non cambierò la legge 194, voglio aiutare le donne a non abortire”

“Non voglio abolire la legge 194, non voglio nemmeno modificarla né limitare questo diritto”. Lo ha ribadito Giorgia Meloni, che in un’intervista a Il Messaggero è tornata a rispondere alle accuse sull’aborto.

Dopo le critiche delle scorse settimane, Meloni ha ribadito che il centrodestra starebbe “aggiungendo un diritto: quello alla piena autodeterminazione delle donne”. Il riferimento è alla “prevenzione”: “se una donna si trova a voler abortire per ragioni economiche e vorrebbe non farlo, io la voglio aiutare a metterlo al mondo il bambino, che diritto stiamo togliendo?”, ha detto la leader del centrodestra.

“Vogliamo dare alle donne che pensano che l’aborto sia l’unica scelta che hanno il diritto di fare una scelta diversa”, aveva detto in un comizio la settimana scorsa, in cui aveva già affermato che voleva “aggiungere diritti non toglierli”. Dichiarazioni che avevano suscitato forti polemiche a sinistra e al centro, ispirando paragoni alle politiche del governo ungherese, guidato da Viktor Orban. Proprio la settimana scorsa Budapest ha approvato una legge che si obbliga i medici a dare una dimostrazione “chiaramente identificabile delle funzioni vitali del feto” alle donne che intendono abortire. Pochi giorni dopo, il parlamento europeo ha condannato l’Ungheria, accusata di essersi ormai trasformata in “autocrazia elettorale”: una risoluzione che ha visto il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia.

Nell’intervista, Meloni ha anche commentato la mobilitazione “parziale” annunciata ieri da Vladimir Putin. “È un segnale di grande nervosismo e debolezza”, ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, che ha difeso ancora una volta il ricorso alle sanzioni. “Le cose evidentemente non stanno andando come la Russia si aspettava e quello che la comunità internazionale ha messo in campo sta funzionando, a partire dalle sanzioni: la contrazione stimata da Mosca stessa del Pil russo è del 10%”, ha detto, richiamando poi alla responsabilità “perché una realtà in quelle condizioni può aprire ogni sorta di scenario”.

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