Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 20:48
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

Chiamiamoli per ciò che sono: gli assassini di Willy sono neofascisti

Immagine di copertina

Un’immagine a volte vale più di mille parole. L’estetica dei killer del giovane eroe Willy Monteiro Duarte non lascia dubbi. Basta osservarne il complesso della fisicità, dall’arroganza nello sguardo e alla plasticità della postura artificiosa, costruita, ipertrofica per comprendere quanto quel culto della mascolinità tossica a cui aderivano abbia plasmato non solo i loro corpi ma il loro approccio alla vita, il loro sguardo sul mondo. A un occhio attento non sfugge quella smania di riconoscimento, quel disperato bisogno d’identificazione che, divenuto disagio soggettivo figlio di una condizione sociale che abbandona l’individuo a una crescente alienazione, solitudine e modelli negativi, come scrive Giulio Gambino su TPI, li ha portati a far proprio il motto “Dio Patria e Famiglia” o frasi come “Proteggi la famiglia”.

Il nucleo familiare di cui fanno parte i due fratelli Bianchi, evidentemente disfunzionale, come mostrano le dichiarazioni ascoltate fuori dal Commissariato dopo l’arresto, deve aver giocato un ruolo fondamentale nella genesi e nella copertura di quel comportamento da bulli che hanno assunto i due ragazzi terrorizzando per anni i luoghi limitrofi al Comune di Artena. Non solo culto della violenza, uso di stupefacenti e spaccio corredato da simpatie neofasciste ma anche dispregio per le donne, razzismo e arroganza. L’arroganza che pensa di poter mettere tutto a tacere con l’uso della forza, con il metodo della coercizione e della paura indefessa.

Tornando a quel tatuaggio pigmentato sulla pancia di uno dei due fratelli “Proteggi la famiglia,” possiamo supporre che i componenti della banda pensassero di farlo nel momento in cui “corcavano” di botte Willy, come dimostra l’autopsia, che rende ridicola la difesa dei due fratelli Bianchi, che durante il primo interrogatorio avrebbero detto di aver solo “sbracciato” per sedare una rissa e non si sarebbero accorti che il ragazzo era a terra. Colpevole, secondo le prime ricostruzioni, di voler sedare una rissa proteggendo un amico. Gesto eroico pagato a caro prezzo.

Davanti a gente le cui parole di fronte all’assurda tragedia sono “Era solo un immigrato. Non hanno fatto niente di male” occorre una riflessione profonda. Quale famiglia volevano proteggere i bulli?

Ho paura che la motivazione a sfondo razziale non sia estranea alla vicenda. Nonostante, a quanto risulta al momento, non sia contestata dagli inquirenti l’aggravante razziale. Ho paura che questi ragazzi, imbevuti di serie televisive e fiction che inneggiano alla violenza, considerassero la loro famiglia allargata quella del maschio alfa bianco sulla scorta della retorica di quelle destre deteriori che stanno spargendo nel mondo violenza, terrore e ingiustizia. Idee antitetiche al concetto di uguaglianza, diritti umani, pari opportunità e democrazia. Idee pericolose e subdole che si insinuano nell’inconscio collettivo anche in Italia. Un’Italia non è immune a virus come razzismo e neofascismo.

La domanda che sorge spontanea è allora: perché tali personaggi non sono stati bloccati prima che gli istinti bestiali sfociassero in tragedia? Probabilmente perché in un Paese in cui non si vuole prendere coscienza di certe cose, si sottovaluta sistematicamente il pericolo. Vittima di questa sottovalutazione, oltre che della cieca furia omicida dei killer, è stato questa volta il ventunenne Willy Monterio Duarte, ragazzo dal cuore d’oro, come racconta chi lo conosceva, e dallo sguardo pieno di dolcezza mentre sorride sognando di diventare cuoco e giocare a pallone per una grande squadra di calcio.

Leggi anche: 1. Il vuoto politico e sociale produce i mostri inumani di Colleferro (di G. Gambino) / 2. Se a uccidere un bianco fossero stati 4 neri sarebbe scoppiato il finimondo (di G. Cavalli)

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Morte Luana D’Orazio, la perizia della procura: “L’orditoio era stato manomesso”
Cronaca / 3.838 nuovi casi e 26 morti nell'ultimo giorno: tasso di positività all'1,4%
Cronaca / Referendum contro il green pass, parte la raccolta firme
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Morte Luana D’Orazio, la perizia della procura: “L’orditoio era stato manomesso”
Cronaca / 3.838 nuovi casi e 26 morti nell'ultimo giorno: tasso di positività all'1,4%
Cronaca / Referendum contro il green pass, parte la raccolta firme
Cronaca / Green Pass all’aeroporto di Roma Fiumicino? I controlli con il QR code sono un miraggio: VIDEO
Cronaca / Bambino di 4 anni caduto dal balcone a Napoli. In un video diceva: “Ti butto giù”
Cronaca / Vola in Moldavia per la fecondazione assistita: 30enne di Chivasso muore dopo l’intervento
Cronaca / Cinema, stadi e teatri all’80% e deroghe al metro di distanza: le ipotesi del Governo per il nuovo decreto
Cronaca / Parte la marcia per Patrick Zaki: “Draghi si muova e gli conferisca la cittadinanza italiana”
Cronaca / Maratona di Roma 2021: le strade chiuse e deviate per l’evento
Cronaca / Milano, il candidato del centrodestra Bernardo si sfoga con gli alleati: “Finanziate la campagna o mi ritiro”