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I poveri sono falliti e i ricchi sono radical chic: così Salvini non risponde mai nel merito a chi lo critica

Immagine di copertina
Matteo Salvini, segretario della Lega. Credit: ANSA

Piccolo decalogo di come certa destra sovranista evita chirurgicamente di rispondere nel merito di qualsiasi questione venga sollevata e si impegni semplicemente a sollevare fumo. Salvini è come il Brucaliffo che annebbia il dibattito per spostare un confronto dal cervello agli sfinteri, per schiacciare la politica a frugale solletico dei villi intestinali quel tanto che basta per alimentare odio. E forse, a pensarci bene, è proprio per questo che Salvini teme moltissimo le leggi che puniscano l’odio: sarebbe come togliergli il lievito.

Dunque, lo stiamo vedendo in questi giorni, se sei ricco non hai diritto di parlare di diritti. Per Salvini e per certa destra, se sei ricco, devi solo goderti la tua ricchezza (o grazie alla tua ricchezza, come nel caso del suo patrigno Berlusconi) ma non devi permetterti di andare contro alle sue opinioni.

Attenzione: ogni comandamento di Salvini si smentisce da solo e infatti Briatore può tranquillamente disquisire di vaccini, dall’alto della sua esperienza maturata in gin-tonic.

Se sei povero, è uguale: dovresti vergognarti del fatto di essere povero e, piuttosto che occuparti di diritti, dovresti spiegarci perché sei un fallito ed espiare la colpa della tua povertà. Anzi, se reclami un diritto, molto spesso per loro sei uno scansafatiche, un pigro, un ozioso (una volta anche un terrone) e parli di reddito solo perché sei invidioso della ricchezza degli altri.

Anche qui, l’eccezione: se sei povero e voti a destra, allora sei vittima del “sistema” della sinistra che crea povertà. Se sei “altro” (straniero, non bianco, non eterosessuale e qualsiasi altra cosa al di fuori del loro “tipo”), allora devi metterti in coda: essendo una minoranza, hai solo il diritto di metterti in coda per rivendicare i tuoi diritti dopo la maggioranza, quindi mai.

Ci sono sempre altre priorità. Tranne il nero o il gay che vota Lega, ovviamente: quelli sono “convertiti”. Se sei un disperato, allora devi farti carico della disperazione degli altri e combattere perché vinca la tua disperazione.

Le guerre tra disperati sono il concime del sovranismo. Se sei un cantante puoi solo cantare, se sei un calciatore calcia e basta, se sei uno scrittore scrivi e non parlare. Intanto Salvini fa il food-blogger, ma fa niente.

In compenso Lino Banfi, Enrico Ruggeri, Povia, e i sostenitori di Salvini, invece, vanno benissimo. Quelli sono modelli culturali da dare in pasto ai propri tifosi. Parlare di un tema nel merito mai, mi raccomando, neanche per scherzo.

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