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Salvini, se la Polizia torna utile solo quando sta muta e muta si fa solo indossare (di G. Cavalli)

Così sulla vicenda dell’omicidio di Luca Sacchi si è consumata tutta l’ipocrisia leghista

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 26 Ott. 2019 alle 17:52
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Immagine di copertina
Luca Sacchi; Matteo Salvini

Se la “sicurezza” è un feticcio è normale che anche la Polizia sia solo un un indumento da indossare quando torna utile: credere che davvero Salvini, questo Salvini che fagocita simboli per diventare satollo di consenso spiccio, abbia una reale inclinazione verso le forze dell’ordine significa non avere capito la natura bifronte del personaggio, più occupato a trovare simboli piuttosto che risolvere problemi.

Così sulla vicenda dell’omicidio di Luca Sacchi si è consumata tutta l’ipocrisia leghista, ancora una volta, che dimostra chiaramente come Salvini e compagnia cantante siano i più inetti nell’affrontare il “problema sicurezza” proprio per la loro pericolosa superficialità. Andiamo con ordine: a Roma si consuma un omicidio, Luca Sacchi viene colpito con un colpo alla nuca e la sua ragazza parla di uno scippo “finito male”.

Il boccone della “capitale invivibile”, delle “periferie abbandonate” e del pericolo incombente è troppo ghiotto per il Capitano leghista e così comincia subito la favoletta: “pensate se fosse vostro figlio” suggerisce l’ex ministro degli Interni da sempre abituato a giocare con gli intestini per racimolare consenso, suggerendo che la Raggi sia la vera colpevole del degrado (come se la sicurezza fosse qualcosa davvero che si ottiene con qualche sindaco sceriffo) e facendoci intendere che se ci fosse stato lui sarebbe stato tutto diverso.

Chissà poi perché. Ci cascano in molti: i media si buttano sulla storia della coppia innamorata spezzata da qualche balordo e le lacrime scivolano sulle colonne dei giornali. Tutto perfetto. Peccato che le indagini siano qualcosa di diverso dalla politica sensazionalistica (e dalla stampa sua compare) e così il quadro comincia a diventare qualcosa di più denso. Ci sono dubbi sulla testimonianza della ragazza, esce la notizia di quei troppi contanti nella borsa della ragazza e appare sullo sfondo una grossa partita di droga da scambiare.

Anche il capo della Polizia Gabrielli invita alla cautela. Crolla di colpo la narrazione (fallace se non addirittura falsa) dei leghisti e così subito si inalberano e ci dicono che il capo della Polizia non dovrebbe rilasciare giudizi. Avete capito bene? L’uomo che si barda come un albero di Natale con le divise della Polizia accusa il capo della Polizia di strumentalizzare la Polizia. Sembrerebbe una barzelletta se non fosse semplicemente un trionfo della stupidità, dell’arroganza e dell’ipocrisia. Per Salvini del resto la Polizia inizia e finisce sullo spazio della sua felpa. Chiaro.

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