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La figuraccia italiana con il Memoriale di Auschwitz: il governo non risponde all’invito per il 27 gennaio

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 18 Gen. 2020 alle 15:40 Aggiornato il 18 Gen. 2020 alle 15:43
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La figuraccia italiana con il Memoriale di Auschwitz: il governo non risponde all’invito per il 27 gennaio

Dai, su, fate i seri e decidete in fretta quale componente del governo italiano sarà presente il prossimo 27 gennaio al 75esimo anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Mesi fa il Memoriale di Auschwitz ha invitato ufficialmente lo Stato italiano, così come tutti gli Stati europei, alle celebrazioni e l’Italia non c’è ancora nella lista degli Stati presenti.

Ci sono praticamente tutti, c’è l’Albania, Australia, Austria, Azerbaijan, Bielorussia, Belgio, Canada, Croazia, Cipro, la Repubblica Ceca, la Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Israele, Kazakhstan, Latvia, il Lichtenstein, la Lutiania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, il Principato di Monaco, Olanda, Nuova Zelanda, la Norvegia, la Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, la Turchia, Ucraina, il Vaticano, Il Regno Unito, gli Usa, le Nazioni Unite, l’Unesco e nessuna conferma da parte del governo italiano.

È lo stesso Memoriale che ha ribattuto in tutto il mondo la notizia dell’esigenza di scorta per la senatrice Liliana Segre (perché noi non ci facciamo mai mancare le brutte figure internazionali) ed è lo stesso Museo che ogni anno viene visitato da ragazzi di tutto il mondo per mantenere vivo il ricordo di un momento storico che oggi più che mai ha bisogno di essere tenuto saldo.

“Chi entra nel memoriale della Shoah trova scritta una parola: indifferenza”, disse a dicembre scorso proprio Liliana Segre. “Da senatrice ho depositato un disegno di legge per istituire una commissione parlamentare bicamerale di monitoraggio e di controllo sugli hate speech”, i discorsi dodio. Un invito che il Consiglio d’Europa ha fatto ai 47 Stati membri, il nostro sarebbe il primo caso. Le parole d’odio sono l’anticamera della fine della democrazia. L’imbarbarimento del linguaggio è arrivato a livelli intollerabili”.

Siamo davvero sicuri che non sia urgente confermare la propria partecipazione a pochi giorni dal triste anniversario? Cos’è? Una dimenticanza? Ci si può dimenticare di una cosa del genere, qui, da noi, in questo momento? Il Memoriale, forse vale la pena ricordarlo, è lo stesso che si indignò per la vignetta del fumettista Marione. Ora sta chiamando a raccolta gli Stati europei per mostrarsi uniti contro quell’orrore e l’Italia, per ora, non ha ancora risposto. Tutto bene? Tutto normale?

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