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Indiscreto: qualunque Presidente verrà eletto, non c’è più l’unità nazionale per andare avanti

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Draghi se ne va o non se ne va se venisse eletto Casini, Casellati o qualunque altro presidente che non fosse giudicato troppo di suo gradimento? Ieri sera dopo i boatos di una sua presunta uscita dal governo in caso di una nomina presidenziale sgradita è subito intervenuto palazzo Chigi per rimettere le cose a posto: “Mario Draghi non ha nessuna intenzione lasciare la presidenza del Consiglio qualunque sia il nome del nuovo presidente” hanno spiegato senza mezzi termini i fedelissimi di Md (così lo chiamano nel cerchio stretto).

Ma le cose stanno esattamente così? Fino a un certo punto, spiega una fonte molto bene informata sul dossier. “Non è che Mario Draghi se ne va o ha intenzione di lasciare il governo, però alla prima occasione, al primo Consiglio dei Ministri fallimentare è chiaro che non potrebbe fare altro che dare le dimissioni”. Già, perché il vero timore che hanno a palazzo Chigi più che un presidente della Repubblica sgradito (ammesso e non concesso che poi alla fine non diventi proprio Mario Draghi il nuovo Capo dello stato, visto che è ancora in corsa e che anche importantissime ambasciate internazionali si stanno muovendo nelle ultime ore in questo senso) è quello delle divisioni tra le forze politiche che le quirinarie stanno dimostrando. Insomma, il vero timore del presidente del Consiglio è che qualunque capo dello stato verrà eletto, rimarranno talmente tanti strascichi e talmente tante scorie tra le forze politiche che non sarà più possibile andare avanti con una maggioranza di unità nazionale. E a quel punto le dimissioni dell’ex presidente BCE diventerebbero inevitabili.

A proposito di Mario Draghi: il premier è molto amareggiato. Anche ieri ha trascorso la giornata chiuso nel suo studio di Palazzo Chigi. Chi ha avuto modo di sondarne gli umori nelle ultime ore lo descrive sorpreso del trattamento che gli hanno riservato in questi ultimi giorni le forze politiche. Md non si sarebbe mai aspettato una levata di scudi nei suoi confronti così forte da parte della classe politica. È dispiaciuto soprattutto per le prese di posizione di Giuseppe Conte e Matteo Salvini. “Soprattutto per la freddezza dimostrata da parte di quest’ultimo” spiega chi lo conosce bene. Nessuna sorpresa a palazzo Chigi, invece, per l’atteggiamento da parte del leader 5 Stelle.

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