Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 19:23
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

L’ipocrisia degli antipopulisti che ora incensano il Draghi “premier gratis”

Immagine di copertina

Mettiamoci d’accordo: il populismo che tanto viene sventolato per irridere, fiaccare e sminuire gli avversari politici è un pensiero strutturato che vorrebbe mantenere saldi alcuni valori oppure è semplicemente il bordo di un tifo che legge gli avvenimenti in base all’utilità politica?

Il punto è sostanziale perché, se il fronte (legittimo e necessario) dell’antipopulismo si prefigge l’obiettivo di evitare le strumentalizzazioni e l’ipocrisia, avrebbe bisogno almeno di un minimo di coerenza, di identità e di credibilità. Da 24 ore i media e i social si sono in ginocchiati di fronte alla decisione di Mario Draghi di rinunciare al suo stipendio di presidente del Consiglio.

Per carità, ognuno è liberissimo di farcire di merito politico le scelte di Draghi, ognuno può intravedere del talento negli atteggiamenti che gli stanno più a cuore, ma osservare coloro che attaccavano (opinione personale: giustamente) il can can sui tagli degli stipendi ai parlamentari e oggi invece contribuiscono alla claque per opportunità politica è una scena disdicevole e misera.

Di più: è lo stesso identico populismo in salsa borghesotta con spruzzi di intellettualismo di facciata. Che Draghi rinunci al suo stipendio non ha nulla di eroico, così come non è un attestato di valore assoluto tagliarsi lo stipendio: ai politici attiene il dovere di essere all’altezza del proprio ruolo e di portare avanti le proprie idee con lealtà nei confronti del popolo italiano.

La deriva di volere pagare poco dei politici scarsi è un abbassamento di aspettative che non può che portare a politici ancora più scarsi, esattamente come accade per tutte le altre categorie professionali. Draghi, poi, può tranquillamente permettersi di rinunciare allo stipendio perché il benessere datogli dalla sua carriera professionale glielo permette: fare passare l’idea che per certi ruoli scegliere persone benestanti conviene attinge da una precisa linea politica, l’importante è esserne consapevoli.

È curioso anche che tra gli estasiati di queste ore ci siano proprio quelli che da sempre ci dicono che le competenze e i meriti devono essere giustamente pagati. Non si accorgono della contraddizione?

Conviene, quindi, fare un patto: politica è difendere alcune posizioni con la maturità di slegarle dall’opportunismo di partito. Entrare nel merito delle questioni con lucidità e competenza dovrebbe essere l’esatto opposto del populismo e non cadere nel tifo è il primo passo per restare fuori dal brodo della propaganda. La tentazione è facile, starne fuori è serio.

Leggi anche: 1. Draghi è un’occasione per la politica italiana, ma il “populismo delle élite” rischia di rovinarla / 2. Il populismo chic delle élite: la competenza come unica fede

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Delitti d’onore e matrimoni forzati: ci sono diversità che non arricchiscono
Opinioni / Draghi irritato con Conte dopo le parole dell’ex premier sul Recovery: ormai tra i due è “guerra fredda”
Opinioni / Anziché intromettersi sul ddl Zan il Vaticano pensi ai reati sessuali dei preti
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Delitti d’onore e matrimoni forzati: ci sono diversità che non arricchiscono
Opinioni / Draghi irritato con Conte dopo le parole dell’ex premier sul Recovery: ormai tra i due è “guerra fredda”
Opinioni / Anziché intromettersi sul ddl Zan il Vaticano pensi ai reati sessuali dei preti
Esteri / L'obbedienza agli Usa non è una virtù: vuol dire essere succubi del capitalismo finanziario (di A. Di Battista)
Opinioni / Lo shwa e il linguaggio inclusivo: quella piccola “ǝ” che cerca di sovvertire secoli di sessismo della lingua italiana
Cronaca / La vigliaccheria degli anti-antirazzisti: criticano i calciatori inginocchiati ma non fanno nulla per contrastare l’odio
Opinioni / Lo chiamano Celebrity Hunted ma (ogni tanto) sembra Pechino Express
Opinioni / Il più grande spettacolo dopo il Big Bang. Sui vaccini cambiano idea ogni giorno e non si capisce nulla
Economia / Adil e Luana, vittime dei “nuovi” caporali del Covid (di Luca Telese)
Opinioni / Calenda, Renzi e la vile tattica degli attacchi (personali) a Bettini