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Caro Di Battista, ti spiego cos’è davvero il Pride

Chi ha dei problemi con le drag queen nei Pride dovrebbe studiare i fatti di Stonewall. Ma soprattutto chi decide cosa sia “volgare o trasgressivo”? I sostenitori di colui che ha portato una bambola gonfiabile sul palco dicendo che era la Boldrini? Ecco perché caro Dibba stai parlando di nulla

Di Matteo Giorgi
Pubblicato il 27 Giu. 2020 alle 16:46 Aggiornato il 27 Giu. 2020 alle 19:10
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Caro Di Battista, ti spiego cos’è davvero il Pride

In questi giorni ricorrono i 51 anni di Stonewall e, di conseguenza, delle celebrazioni della giornata internazionale dell’orgoglio Lgbti. E puntualmente arriva qualche maschio, bianco, eterosessuale che racconta alla comunità come dovrebbe essere il Pride. In questi giorni è stata una delle “menti” del Movimento 5 Stelle, tale Alessandro Di Battista, che ci tiene a bacchettare quelli che “per ottenere un miglioramento dei diritti civili per gli omosessuali si esibiscono in volgari forme di trasgressione durante i Gay Pride”. Ora, caro Dibba, bisogna spiegarti un paio di cosette: intanto i Gay Pride non si chiamano più così da oltre un decennio. Capisco che per te sia dura immaginare una rappresentazione non maschiocentrica, ma la comunità Lgbti è fatta di varie sfaccettature. E per fare un po’ di chiarezza: il Pride NON è solo una manifestazione per ottenere diritti.

Il Pride È un’affermazione di sé, del mondo diverso e sfaccettato. Al Pride NESSUNO rappresenta nessuno se non sé stesso. Chi, ad esempio, ha dei problemi con le drag queen nei pride dovrebbe seguire un corso intensivo per conoscere i fatti di Stonewall. Ma soprattutto chi decide cosa sia “volgare o trasgressivo”? I sostenitori di colui che ha portato una bambola gonfiabile sul palco dicendo che era la Boldrini? Coloro che, in America, hanno eletto presidente un adultero seriale, che ha deriso i disabili in modo esplicito e che ogni giorno si esprime in commenti sessisti e razzisti? Dobbiamo davvero piegarci alla “moralità” di questa gente e stare attenti a non offenderla con i Pride? Quante coppie Lgbti sposate e “in giacca e cravatta” dovranno marciare per “smentire” questa presunta influenza negativa che, nella testa di alcuni, viene esercitata da una piccola quantità di persone con indosso pantaloncini o harness, drag queen e gente seminuda? Ve la dico io la risposta: “nessuna”.

Ecco perché caro Dibba stai parlando di nulla. Se tu ci fossi mai stato o avessi veramente a cuore questo argomento sapresti che i cortei sono composti quasi completamente da gente vestita, in maniera “normale”, come li definireste voi. Quelli che dicono il contrario scegliendo di odiarci usano scuse, non motivi, per giustificare i loro pregiudizi. C’è differenza tra un motivo e una scusa. Apro un breve capitolo anche per i tanti membri della comunità Lgbti che la pensano in maniera uguale: “Mi accettano perché non ho niente in comune con quei maniaci sessualmente deviati che sfilano ai Pride”. Ecco: non è vera e propria accettazione. È tolleranza condizionata. E dov’è il lato positivo se la tolleranza che è concessa dipende da regole del gioco imposte da altri? E che progresso ottieni se vieni tollerato, ma quanti fanno parte della tua vita continuano a nutrire un odio profondo per le persone che non sono come te?

Per capirci “gli effemminati”, “le coppie aperte”, “la gente nuda ai Pride”, “le drag queen” non sono il motivo per cui vi vergognate di essere gay, lesbiche, bisessuali o transessuali o perché la vostra città e la vostra famiglia sono omofobe. Sono tutte baggianate. Il motivo per cui ancora vi vergognate di essere gay è l’eccessiva importanza che date a tutti questi discutibili personaggi (che manco voglio nominare) anti Lgbti. Avete talmente interiorizzato il loro disturbo che incolpate gli stessi bersagli del loro odio per la vostra vergogna e soprattutto della vostra insicurezza. Ah, per chiudere, caro Dibba, hai detto che per questa frase ti abbiamo dato dell’omofobo. Anche su questo vorrei chiarirti una cosa: non esistono solo i fascisti, gli omofobi e i bulli. Esistono pure gli stronzi, che rendono questa minoranza già ampiamente maltrattata un posto invivibile, tu ne conosci?

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