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Manovra, malcontento in Vaticano: “Penalizzate le fasce più deboli e le attività di volontariato”

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Il Vaticano si aggiunge ai produttori di auto, agli Ncc, ai sindacati, al presidente dell'Inps, e ai tanti altri che si sono opposti alle misure contenute nella legge di bilancio che sta per essere varata dal Parlamento

Anche il Vaticano ha criticato la manovra economica 2018. La Cei, la Conferenza episcopale italiana, si è scagliata contro l’aggravio dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società, per gli enti no profit.

Il Vaticano si aggiunge ai produttori di auto, agli Ncc, ai sindacati, al presidente dell’Inps, e ai tanti altri che si sono opposti alle misure contenute nella legge di bilancio che sta per essere varata dal Parlamento.

“Stiamo seguendo i contenuti della legge di bilancio, rispetto ai quali non mancano elementi di preoccupazione, che ci auguriamo di poter veder superati. Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa il Paese, come pure delle richieste puntuali della Commissione europea. Nel contempo, vogliamo sperare che la volontà di realizzare alcuni obiettivi del programma di governo non venga attuata con conseguenze che vanno a colpire fasce deboli della popolazione e settori strategici a cui è legata la stessa crescita economica, culturale e scientifica”, ha detto Stefano Russo, il segretario generale della Cei

“Se davvero il parlamento procedesse con la cancellazione delle agevolazioni fiscali agli enti non commerciali, verrebbero penalizzate fortemente tutte le attività di volontariato, di assistenza sociale, di presenza nell’ambito della ricerca, dell’istruzione e anche del mondo socio-sanitario”, ha proseguito.

Ad essere colpite dalle misure contenute in manovra sarebbero ad esempio le parrocchie in quanto sono soggetti passivi dell’Imposta sul Reddito delle Società ma equiparate agli enti con finalità di beneficenza ed istruzione. Al momento le parrocchie godono della riduzione alla metà dell’aliquota Ires (attualmente il 12 anziché il 24%) da applicarsi al reddito complessivo.

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