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I video di TPI nelle case di Torre Maura: “Qui cade tutto a pezzi: la Raggi vuole altro degrado, noi diciamo no”

Immagine di copertina
Residenti a Torre Maura mostrano il degrado delle loro abitazioni a TPI

Il reportage di TPI nel quartiere della rivolta anti-rom. Edifici pericolanti, degrado e la frustrazione dei residenti: "Non siamo razzisti, ma qui il Comune non si vede mai e siamo abbandonati a noi stessi"

Degrado, assenza di servizi, case che cadono a pezzi. Le istituzioni assenti e i residenti che si sentono abbandonati. È questo il quadro che emerge dai video girati di TPI nel quartiere di Torre Maura, periferia est di Roma.

Il quartiere è sulla bocca di tutti per la rivolta anti-rom, che ha convinto il Comune a trasferire in altre strutture i circa 70 persone tra rom, sinti e caminanti, destinate inizialmente al centro di accoglienza di via Codirossoni.

CasaPound e la destra romana hanno cavalcato la protesta, che alcuni hanno bollato come “fascista” e “razzista”. Tanti residenti, però, raccontano una storia diversa.

“La signora Raggi, che diceva di essere la sindaca delle periferie, porta nel degrado altro degrado”, ci dice un residente.

“Nel centro di accoglienza in passato sono venuti diversi extracomunitari e noi abitanti del quartiere di Torre Maura non abbiamo mai protestato, perché si sono dimostrati inseriti nella società. Per i nomadi non è così: basta accendere il Televideo e vedere cha a Prato dei rom hanno aggredito due giornaliste della Rai”, continua l’uomo mentre mostra le crepe tra i muri della sua casa, un balcone che rischia di crollare.

Non è l’unica situazione al limite a cui abbiamo assistito nel nostro reportage. Altri abitanti del quartiere ci hanno fatto entrare in uno stabile che loro stessi hanno dovuto ristrutturare, senza l’aiuto di nessuno, per permettere “ai sette disabili che ci abitano, inclusa una ragazza che vive in una camera iperbarica”, di poter vivere decentemente in un edificio privo delle strutture adatte.

“Il nostro stabile cade a pezzi, abbiamo dovuto rimettere tutto a posto noi, qui è pieno di topi. Abbiamo chiamato per pulire le fogne e ancora non è venuto nessuno. Abbiamo dovuto fare noi i lavori al portone, ai citofoni, tutta la verniciatura della scale. Siamo stati un mese e mezzo fuori di casa e non ci si è inc***** nessuno, mancava l’elettricità, ci hanno attaccato i contatori alla buona. La struttura elettrica è pericolosa, qui rischiamo di morire: se qualcuno butta un po’ d’acqua salta tutto”.

Abbiamo parlato anche con una famiglia che si è trasferita in una casa popolare della zona nel 1978: “Qui viviamo in cinque e cade tutto a pezzi. Una notte è cascato lo scaldabagno – ci dice un’anziana signora – Un’altra volta si è staccato l’intonaco”.

“Si tratta di una casa popolare ma il Comune non si fa mai vedere. Abbiamo chiamato tantissime volte per rimettere a posto almeno lo scaldabagno, ci dicono sempre: ‘Veniamo tra 10 giorni’, poi non si vede mai nessuno”.

“Qui in tanti hanno votato la Raggi – dice la figlia dell’anziana signora – anche per avere un rinnovamento. Per ora non c’è stato proprio niente. A ottobre sono caduti alberi, ce n’è uno pericolante che si regge con un palo di ferro, in una via molto trafficata,  e nessuno lo toglie”.

QUI LE IMMAGINI DEL TRASFERIMENTO DI ALCUNI ROM DA TORRE MAURA IN ALTRE STRUTTURE:

Torre Maura e il bagno di realtà della sinistra su immigrazione e periferie

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