Libia, Salvini: “Se la Francia gioca a fare la guerra non starò a guardare”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 11 Apr. 2019 alle 09:25 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:33
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Immagine di copertina
Matteo Salvini

Ai microfoni di Rtl 102.5, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha lanciato un duro attacco alla Francia in merito alla crisi in Libia.

“Sarebbe gravissimo se per degli interessi economici la Francia bloccasse un’iniziativa europea per la pace in Libia, giocasse a fare la guerra e stesse appoggiando una parte che combatte. Da ministro dell’Interno non starò a guardare: stiamo approfondendo, ci sono delle evidenze purtroppo, è questione di ore”, ha detto Salvini.

Le parole di Salvini arrivano dopo che, mercoledì 10 aprile, la Francia ha bloccato una risoluzione dell’Unione europea per chiedere al generale Haftar di fermare la sua offensiva su Tripoli.

Una mossa che ha rivelato ancora una volta il sostegno del presidente Macron ad Haftar. L’Ue aveva preparato una bozza che era stata inviata a tutti i paesi membri.

La Francia, però, ha dato parere contrario. Nel testo del documento l’Ue sostiene che Haftar “sta mettendo in pericolo la popolazione civile, sta danneggiando il processo politico e rischia di creare una nuova escalation con serie conseguenze per la Libia e la regione intera, incluse nuove minacce di terrorismo”.

Lo scontro sulla Libia rischia di riaccendere le tensioni tra Italia e Francia, dopo che lo scorso febbraio l’Eliseo aveva richiamato l’ambasciatore in Italia Christian Masset per consultazioni in seguito “agli attacchi senza precedenti del governo italiano”.

Masset è poi tornato in Italia il 15 febbraio. La decisione della Francia era stata presa dopo i ripetuti attacchi rivolti da Lega e Movimento Cinque Stelle contro il president Emmanuel Macron, che a sua volta in passato ha avuto parole dure contro il Governo gialloverde.

Non succedeva dal 1940, quando André François-Poncet lasciò Palazzo Farnese per tornare in Francia in seguito alla dichiarazione di guerra dell’Italia.

Ora, la crisi in Libia può riaprire la frattura tra Roma e Parigi. L’Italia ha sempre sostenuto il governo di al-Serraj, mentre la Francia appoggia Haftar.

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