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Salvini: “Creare asse Roma-Berlino”. È l’espressione usata da Mussolini per l’alleanza con Hitler

Il vicepremier ha parlato della necessità di riavvicinarsi alla Germania, usando un'espressione quantomeno infelice

Di Redazione TPI
Pubblicato il 11 Dic. 2018 alle 08:08 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:36
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Matteo Salvini

Lunedì 10 dicembre, nel corso dell’incontro con la stampa estera, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha parlato della necessità di riavvicinarsi, da un punto di vista politico ed economico, alla Germania.

Prendendo spunto dalla crisi che sta attraversando il presidente francese Emmanuel Macron, che ha dovuto fare delle concessioni ai gilet gialli dopo settimane di proteste, Salvini ha evidenziato come l’Italia potrebbe approfittare della situazione, proponendosi come interlocutore privilegiato della Germania.

Nel farlo, però, ha usato un’espressione quantomeno infelice.

“Visti i problemi che ci sono in Francia, l’Europa può ripartire dal dialogo tra Berlino e Roma – ha detto (e poi twittato) il vicepremier – L’asse franco-tedesco sta mostrando dei limiti, farò di tutto per rinnovare un nuovo asse Roma-Berlino”.


L’asse Roma-Berlino, nel 1936, diede vita all’alleanza tra fascismo e nazismo poi sfociata nel Patto Tripartito del 1940, l’alleanza militare tra Italia, Germania e Giappone (chiamata anche “asse Roma-Berlino-Tokyo”) durante la seconda guerra mondiale.

A rendere celebre l’espressione fu nientemeno che Benito Mussolini, in un discorso tenuto a Milano il primo novembre 1936.

Insomma, dato il richiamo infausto di questa espressione, Salvini avrebbe potuto prestare maggiore attenzione alle sue scelte lessicali.

Sui social c’è chi non ha mancato di far notare la cosa. “Beh, io ci metterei anche Tokyo, a sto punto”, ha scritto un utente.

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E sempre sui social, in queste ore molti si interrogano: quella del vicepremier è stata una semplice disattenzione, o fa parte di una sottile strategia volta ad attrarre i voti dell’estrema destra, senza rivendicare in maniera palese il richiamo al fascismo?

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