Oltre 100 richiedenti asilo sono arrivati in Italia con un corridoio umanitario

162 migranti sono stati trasferiti dalla Libia all'Italia con un volo militare. L'Unhcr li aveva classificati come "vulnerabili"

Di Laura Melissari
Pubblicato il 24 Dic. 2017 alle 13:36 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 09:20
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Immagine di copertina

Le Nazioni Unite hanno iniziato a trasferire in Italia migranti detenuti in Libia.

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Oltre cento migranti sono arrivati all’aeroporto militare di Pratica di Mare, nei pressi di Roma, con un volo proveniente da Tripoli il 22 dicembre 2017.

Centinaia di migliaia di migranti sono ancora intrappolati in Libia, in attesa di riuscire a raggiungere l’Europa.

L’Alto Commissariato per i Rifugiati, Unhcr, in Libia, ha evacuato i rifugiati direttamente in Europa.

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L’aereo militare C-130 italiano ha trasferito 162 persone, tra cui molti bambini.

“Per la prima volta, abbiamo potuto evacuare rifugiati estremamente vulnerabili dalla Libia direttamente in Italia”, dichiara Vincent Cochetel, Inviato Speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale.

“Un evento eccezionale e uno sviluppo accolto con grande favore che non sarebbe stato possibile senza il grande impegno delle autorità italiane e il supporto del governo libico. Speriamo davvero che altri paesi possano seguire lo stesso percorso”, prosegue.

L’Unhcr stima che circa 18.000 persone si trovino in centri di detenzione controllati dal governo di Tripoli e intende evacuarne fino a 10.000 l’anno prossimo.

I migranti arrivati in Italia provengono da Eritrea, Etiopia, Somalia e Yemen e hanno i requisiti per richiedere asilo nel paese.

“Questo dovrebbe essere un motivo d’orgoglio per gli italiani”, ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti.

“Questo è il giusto inizio. Continueremo a cercare di aprire questo corridoio umanitario”.

Il contrabbando di migranti è fiorito in seguito alla morte di Muammar Gheddafi nel 2011.

In quattro anni oltre 600mila persone hanno compiuto il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo.

Le persone arrivate il 22 dicembre in Italia sono classificate come rifugiati “vulnerabili”, il che significa che sono bambini, vittime di abusi, donne, anziani o disabili.

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