“Noi musulmani in Italia ora abbiamo paura, il Governo protegga fedeli e moschee”: parla l’imam di Centocelle

Ben Mohamed Mohamed, imam e presidente dell’associazione culturale islamica "Al Huda" di Centocelle a Roma, riporta a TPI il crescente timore dei musulmani in Italia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 18 Mar. 2019 alle 18:52 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:02
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Immagine di copertina
Credit: Giuseppe Ciccia/NurPhoto

“L’attentato in Nuova Zelanda è stato terribile, anche le modalità, la crudeltà di trasmetterlo in diretta, è un’ondata di odio che non si ferma e noi musulmani in Italia ora abbiamo paura, non ci sentiamo protetti. Non ci sentiamo al sicuro nelle nostre moschee e chiediamo allo Stato di proteggerci”.

Ben Mohamed Mohamed, imam e presidente dell’associazione culturale islamica “Al Huda” di Centocelle a Roma, parla a TPI dopo dopo gli attacchi terorristici di matrice suprematista a Christchurch, in Nuova Zelanda, e l’ultimo episodio di violenza accaduto il 18 marzo nella città di Utrecht, nei Paesi Bassi, dove un uomo ha aperto il fuoco contro le persone su un tram e sul quale pende l’ombra della mano terrorista di matrice fondamentalista islamica.

L’imam di Centocelle, infatti, non vuole che si facciano distizioni: il terrorismo va sempre condannato.

“Qualsiasi atto di terrore va condannato, qualsiasi siano le circostanze, le motivazione e gli autori, questo lo crediamo e lo diciamo da sempre. Ci siamo sempre espressi contro tutti gli atti terroristici. Questa visione distorta del mondo e della vita umana stessa deve essere condannata senza mezze misure”.

Il 15 marzo, giorno degli attacchi in Nuova Zelanda, Matteo Salvini aveva detto che in Italia: “L’unico estremismo che merita di essere attenzionato è quello islamico”. Una frase che Yassine Lafram, presidente l’Unione delle comunità islamiche in Italia, aveva commentato così su Facebook: “Un ministro dell’Interno ha come ruolo cardine quello di rassicurare i cittadini. Non di allarmarli. Sono fiducioso che un giorno anche i musulmani saranno considerati cittadini, meritevoli di tutela”.

La tragedia in Nuova Zelanda ha colpito, oltre che per il numero enorme di persone colpite, anche per le modalità con le quali è avvenuto l’attentato.

“Quello che spaventa è infatti la crudeltà e la strategia di voler richiamare tanta attenzione su questo attentato. Fare un video in diretta significa voler invitare le persone in tutte le parti del mondo a un’emulazione. Anche il modo in cui questa persona si è presentata in tribunale. Questo problema riguarda tutti, in tutto il mondo.

Qual è il clima in Italia?

In Italia l’atmosfera non è tranquillizzante.

Invitiamo una parte delle istituzioni a maggiore responsabilità. Abbiamo sentito tante dichiarazioni di politici che non si esprimono sulle corde di una tranquillità o sicurezza, ma al contrario fanno preoccupare molto. La situazione è preoccupante e lo stato deve assumersi le sue responsabilità.

La comunità musulmana come si sente?

Prova paura, non c’è sicurezza.

C’è il timore che anche in Italia possano accadere atti simili?

Quando vengono fatti discorsi che in qualche modo spingono verso una posizione di ostilità verso le moschee o i musulmani, questo fa paura.

Il timore maggiore è per le moschee, è lì che la maggior parte dei fedeli in preghiera si riunisce.

Non vi sentite sicuri.

No, adesso non ci sentiamo sicuri nelle nostre moschee, vogliamo che lo Stato prenda atto di questa situazione e si assuma la responsabilità di proteggere i cittadini, le associazioni, i luoghi di culto.

Si è confrontato con altri imam?

Tutti sono preoccupati, veramente.

C’è anche il pericolo della vendetta estremista dopo l’attentato suprematista verificatosi in Nuova Zelanda.

Noi temiamo l’atto e la risposta. Siamo preoccupati per la sicurezza delle persone. La gente si deve sentire sicura, questo è il messaggio che deve passare.

È cambiato qualcosa rispetto allo scorso anno nel processo di integrazione tra culture e religioni diverse?

Il processo va avanti, almeno da una parte. Però alcune dichiarazioni pubbliche danneggiano questa atmosfera e rendono meno sicure le persone.

Certamente quel lavoro sta continuando per opera degli enti e dalle persone di buona volontà. La gente ci crede.

Alcune persone forse meno informate o disinformate potrebbero essere influezate da alcuni discorsi. Questo è pericoloso.

Anche l’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche in Italia, in una lettera aperta al ministro dell’Interno Matteo Salvini  ha chiesto maggiore protezione per i musulmani e per le moschee.

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