Sopralluogo di Gallera a Malpensa: “Pronti a fare tamponi a chi arriva dalla Francia”

L'assessore al Welfare dichiara che la Lombardia è pronta a eseguire test su chi proviene da Paesi a rischio, ma servono accordi internazionali. Per il ministro Speranza servono controlli reciproci tra le nazioni UE

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 31 Ago. 2020 alle 14:20 Aggiornato il 31 Ago. 2020 alle 14:21
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Immagine di copertina
L'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera (foto Ansa)

“Siamo pronti a fare tamponi anche a coloro che arrivano dalla Francia o da altri Paesi, anche se evidentemente questo è un accordo che va fatto a livello nazionale, ma noi siamo pronti ad attuarlo”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, a margine del sopralluogo di questa mattina all’aeroporto di Malpensa dove sono allestiti i gazebo in cui vengono effettuati i test per individuare il Coronavirus per chi rientra dai Paesi a rischio, modello già adottato per Grecia, Malta, Croazia e Spagna”.

Nelle scorse settimane, come riportato da TPI, i test effettuati a Malpensa e negli altri scali milanesi erano partiti con notevoli difficoltà, salvo poi andare a regime con migliori risultati. Oggi Gallera spiega che: “Siamo l’hub aeroportuale che fa il maggior numero di tamponi al giorno, con grande efficienza”, precisando che “sono ampiamente rodati, ieri ne abbiamo fatti 2.000”, e “la prenotazione viene fatta online, quindi le persone attendono pochissimo”.

Rispetto alla necessità di accordi internazionali per l’effettuazione di tamponi su chi viaggia tra Paesi a rischio, già ieri il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva proposto una serie di controlli reciproci alle altre nazioni UE: “Tamponi all’arrivo, divieto di accesso e transito, obbligo di quarantena”.

“Quando prendi una misura del genere, il paese coinvolto attualmente lo vive in maniera poco friendly. Io dico: visto che dobbiamo convivere col virus per svariati mesi, lavoriamo sulla reciprocità delle misure e tra grandi paesi europei diamo il buon esempio. Facciamoci i test reciprocamente a partire dagli aeroporti. Cioè: se uno dall’Italia va a Madrid o Parigi, viene testato all’arrivo e così uno che dalla Spagna o dalla Francia arriva in Italia. Chiaramente la misura va attuata a tutti i cittadini, indipendentemente dalla nazionalità”, aveva detto Speranza in un’intervista all’Huffington Post.

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