Elezioni a Milano, è scontro sulla demolizione di San Siro. Verdi contro Sala: “Idea di sviluppo sbagliata”

Nella città che si avvicina alla campagna elettorale si tenta di rilanciare l'esperienza riformista, mentre sul progetto di Milan e Inter è possibile che i tempi slittino notevolmente in avanti

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 16 Lug. 2020 alle 12:23 Aggiornato il 16 Lug. 2020 alle 14:28
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Immagine di copertina

Socialisti, Verdi e San Siro “old style”: Milano tra passato e futuro prossimo

Annunciato il ricorso per porre un vincolo sullo stadio

I Verdi hanno deciso di correre per proprio conto alle prossime amministrative, con toni che stanno diventando sempre più critici nei confronti della Giunta Sala. Va in questa direzione l’annuncio del co-portavoce cittadino Andrea Bonessa: “Mariolina de Luca Cardillo e io, a nome dei Verdi di Milano, abbiamo fatto un ricorso gerarchico al MIBACT per porre un ‘vincolo’ al Meazza. Questo per chiarire cosa pensiamo della demolizione di San Siro. Ma questo non è il problema. Il problema è che il Meazza è un simbolo. Ma non solo il simbolo della Milano calcistica, è il simbolo di come questa amministrazione intenda lo sviluppo di questa città. Dietro la vicenda Meazza c’è la convinzione che la crescita, lo sviluppo, il futuro di Milano (e dell’Italia) possano ri-partire dal mattone. Da quel mattone sotto il quale rischiamo di rimanere seppelliti e che in molti casi è zavorra. Dietro la Vicenda Meazza c’è la convinzione che aumentare la ricchezza di pochi possa aumentare la ricchezza di molti. Che costruire case da 10.000 euro al metro quadro possa risollevare le sorti di chi ne guadagna 1000 al mese”.

Pareri discordanti sul progetto di Milan e Inter

La questione dello stadio – o meglio delle volumetrie connesse – martedì ha richiamato circa 200 persone davanti a Palazzo Marino, per una manifestazione indetta dal Comitato “Coordinamento San Siro – I cittadini fanno squadra”, che contesta il progetto di Inter e Milan e chiede che invece sia ristrutturato l’impianto esistente. Alla manifestazione hanno preso parte anche due esponenti del PD, Carlo Monguzzi e Alessandro Giungi, e il consigliere di Milano Progressista Enrico Fedrighini.

Il suo collega David Gentili è stato invece citato da Tiziana Riva durante la protesta: “Gentili, presidente della commissione consigliare antimafia, fin da ottobre 2019 ha fatto richiesta di conoscere la reale proprietà delle due squadre che pretendono di costruire il nuovo stadio. Ancora nessuna risposta. Il Comune deve sapere anche chi sono quelli che costruiscono e dove sono i denari. E se si vuole demolire il Meazza: dove andranno a finire tutti i detriti? Il Comune deve saperlo”. Gentili, peraltro, ha appoggiato l’iniziativa di Wikimafie “Trasparenza per San Siro” che mira proprio a fare luce sulla titolarità dei club.

Altrettanto attivo è un altro comitato di cittadini, “Progetto San Siro”, che invece si dichiara favorevole al nuovo stadio, considerandolo un’occasione da non perdere per la città e la zona in particolare. Tuttavia la sensazione diffusa dalle parti di Palazzo Marino è che la tempistica possa dilatarsi alla prossima consigliatura.

Il ritorno dei socialisti

Tra le prime adesioni ci sono quelle del segretario provinciale Mauro Broi e del suo predecessore Pierpaolo Pecchiari. E poi altri nomi noti, tra cui l’ex senatore e consigliere comunale Roberto Biscardini, l’ex parlamentare (per sei legislature) Michele Achilli, l’ex assessore della Giunta Tognoli Gian Stefano Milani, l’ex presidente dell’allora Consiglio di Zona 7 Pasquale Maria Cioffi e l’ex consigliera (del PD) della Zona 1 Donatella Capirchio. Le loro firme sono in calce al documento con il quale il Partito Socialista annuncia l’intenzione di presentare una lista alle amministrative del prossimo anno a Milano. Un vero e proprio appello, sotto forma di “lettera aperta a tutti coloro che si riconoscono nei valori e nei principi del socialismo democratico, italiano ed europeo”.

L’intenzione è di ripartire da Milano, che nel documento viene definita “la città ‘europea’ per eccellenza. Da qui può e deve ripartire il nuovo segnale del socialismo, rivolto agli uomini, alle donne, ai giovani che si riconoscono nella storia, negli ideali, nelle lotte e nelle conquiste civili e culturali del movimento riformista”. Ripercorrendo per sommi capi la “storia travagliata ma ricca di risultati” del partito, i socialisti milanesi esprimono l’intenzione di “dar vita ad una forte e riconoscibile iniziativa politica che contribuisca, in modo determinante, a ridisegnare il ‘campo’ di una sinistra plurale, per la quale e nella quale è più importante sapere dove andare insieme, piuttosto che da dove si viene”.

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