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Home » Milano

San Siro: si surriscalda l’atmosfera. I Verdi: “Vogliamo un segnale dal Sindaco”

Immagine di copertina
Credit: Wiki Commons

Dibattito molto acceso sul futuro della "Scala del Calcio": sia tra i cittadini, sia tra le forze politiche. Bonessa, portavoce dei Verdi: "Siamo con Sala, ma puntiamo a obiettivi chiari"

San Siro, aria tesa. I Verdi: “Il sindaco Sala dia un segnale”

Mentre l’Atalanta travolgeva il Valencia, riportando la magica atmosfera della Champions League a San Siro, a pochi metri di distanza si discuteva del futuro della “Scala del Calcio”.

All’Hotel Melià di via Masaccio, che solitamente ospita le avversarie di Milan e Inter, il “Comitato Progetto San Siro” (favorevole alla costruzione del nuovo impianto) ha organizzato un incontro al quale hanno partecipato i progettisti dei due studi finalisti, Populous e Manica-Sportium, nonché tre consiglieri comunali a supporto dell’iniziativa (Barberis e Arienta del PD e De Chirico di Forza Italia).

C’erano anche diversi cittadini contrari al progetto, i quali non hanno certo mancato di far sentire la loro voce. L’atmosfera si è presto surriscaldata, inducendo gli organizzatori a chiudere l’incontro anzitempo.

Tra i critici ci sono senza dubbio i Verdi, che proprio su San Siro attendono “un segnale” da parte del Sindaco.

L’architetto Andrea Bonessa, recentemente eletto portavoce cittadino, spiega a TPI: “L’idea di lasciare in piedi una porzione dell’attuale stadio, producendo una sorta di ‘finta archeologia’, si commenta da sola, ma il problema è un altro: il solo parlare del ‘nuovo stadio’ è fuorviante. Se si affronta la questione di San Siro, l’impianto sportivo è solo una piccola parte di un massiccio intervento edilizio. So bene che ci sono molti cittadini contenti per la costruzione di un nuovo stadio, ma bisogna guardare la cosa nel suo complesso. È come se al momento di costruire City Life si fosse detto che si stava realizzando un supermercato. Poi si può discutere di tutto, ma bisogna essere chiari”.

Negli ultimi mesi, il rapporto tra i Verdi e il Sindaco Sala non è stato certo idilliaco. L’attacco di Elena Grandi (portavoce nazionale dei Verdi e assessora del Municipio 1) dal blog de “Il Fatto Quotidiano” non è stato affatto gradito dal primo cittadino, che ha risposto per le rime ricordando anche lo scarso consenso degli ambientalisti in Italia, al contrario di quello che avviene nel resto del mondo. “Io credo che la sua rabbia dipendesse anche dalla consapevolezza di aver sbagliato. Se qualcuno di fa un rimprovero che non ha fondamento, generalmente non te la prendi”, sostiene Bonessa.

Non crede che un attacco a mezzo stampa sia stato una provocazione, nei confronti del Sindaco che sostenete?

“Proprio perché è il Sindaco che sosteniamo, ci teniamo a che certi punti siano rispettati. Quando dico che si deve essere trasparenti e consequenziali, intendo dire che se dichiari l’emergenza ambientale, poi devi agire coerentemente. Personalmente, propongo di passare dal concetto di ‘consumo di suolo’ a quello di ‘spreco di suolo’, perché tutto in fondo si consuma: il problema è lo spreco. Casi come il Parco Bassini rappresentano un problema, soprattutto perché gestiti male. E lo sono a maggior ragione perché noi siamo con questo Sindaco. Ora, però, aspettiamo da lui da segnali su temi come questo, che non sono certo secondari”.

Però non manca molto al termine del mandato: questo significa che non avete ancora deciso se sostenere questa maggioranza anche nelle prossime elezioni?

“Beh, è vero che manca poco, ma è ancora presto per dirlo. Sala non ha ancora sciolto la riserva sulla sua ricandidatura, quindi, finché non sappiamo chi sarà in campo, è difficile prendere posizione. Poi, personalmente a me Sala piace. Lo trovo persino più efficace di Pisapia, per la cui elezione mi sono speso personalmente al massimo delle mie possibilità. Ma sui temi concreti, come Verdi, aspettiamo dei segnali”.

Domanda cattiva: sarà anche stato arrabbiato, ma quando Sala vi ha rimproverato di non riscuotere lo stesso consenso che i Verdi ottengono in altri Paesi, ha semplicemente fotografato la realtà. Come vede il futuro dei Verdi, a livello nazionale?

“Parlerei di quello europeo. Io credo molto nel progetto Europa Verde, sul quale Elena Grandi sta lavorando molto. Questa iniziativa ha fatto avvicinare al nostro movimento numerosi giovani e questo non è positivo solo in chiave ‘giovanilista’, ma perché nella maggior parte dei casi si tratta di persone con una competenza specifica, che può risultare molto utile”.

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