Salini (Forza Italia): “Grottesco che Mantellini scriva certe cose sulla Lombardia”

Aspre polemiche del centrodestra per il post dello scrittore, che fa parte della task-force del Governo contro l'odio online. Il tweet contestato: "La dico piano: chiudiamo i lombardi in Lombardia. Almeno per questa estate". La replica: "Parole da contestualizzare"

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 7 Giu. 2020 alle 14:50
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Immagine di copertina
L'eurodeputato Massimiliano Salini, coordinatore lombardo di Forza Italia

“La dico piano: chiudiamo i lombardi in Lombardia. Almeno per questa estate”: un tweet del genere non poteva che scatenare polemiche, soprattutto se postate dallo scrittore Massimo Mantellini, esperto di comunicazione social che il Governo ha scelto per la sua task-force interministeriale contro l’odio online. L’europarlamentare Massimiliano Salini, che è anche coordinatore di Forza Italia in Lombardia, commenta la vicenda con durezza: “E’ grottesco che proprio un membro del gruppo di lavoro sull’odio in rete si lasci andare a simili esternazioni sui social. Servono rispetto e sostegno per i lombardi, che in questo momento hanno bisogno di tutto tranne che di battute generiche, inopportune e di cattivo gusto sul web”.

La Lega, tramite i deputati Massimiliano Capitanio e Giulio Centemero, ha chiesto le dimissioni di Mantellini: “Discriminare la Lombardia e i lombardi, tanto più in questo momento, è disdicevole. Ancor più grave, se tale azione viene commessa proprio da uno dei componenti, individuati dal Governo, della task force istituita per contrastare il dilagante fenomeno dell’odio online”. L’assessore al Bilancio Davide Caparini, anche lui della Lega, ha invece scelto un commento sarcastico:”Ottima idea! Rilancio: insieme ai lombardi non facciamo più uscire dalla Lombardia anche i 56 miliardi delle loro tasse che generosamente contribuiscono alla ricchezza del Paese”.

Il discusso tweet di Mantellini

Mantellini ha replicato alle sortite leghiste con un nuovo tweet, osservando che “c’è in giro più tensione del solito”, ma anche “che esiste un riflesso automatico, per cui se tu parli di salute molti rispondono parlando di soldi”. Il giorno seguente, lo scrittore ha provato ad argomentare le ragioni di un tweet che “in realtà non è venuto particolarmente male”, perché “esprime esattamente il mio pensiero di quel momento. Ha però un problema, oggettivo e molto evidente. Come moltissimi tweet delle persone che come me da sempre utilizzano Twitter come un canale sentimentale e non come uno strumento di personal branding, ha bisogno di un contesto. Lette fuori dal loro contesto quelle stesse parole potranno assumere i significati più bizzarri”.

“Il contesto, in questo caso, riguarda i dati appena pubblicati ieri sul numero di nuovi casi di Coronavirus in Italia (dei quali l’80% in Lombardia) e anche, pur se in misura minore, la mia storia personale. Quello che scrivo di solito, anche solo su Twitter, le cose che mi interessano e quelle che detesto”. “Ovvio che se potessi oggi scriverei diversamente quel tweet, anche per far preoccupare meno mia moglie e tenere a bada mia figlia che propone querele ovunque, ma è altrettanto ovvio che non ho alcuna intenzione di utilizzare in futuro Twitter in maniera differente da come ho sempre fatto”.

“Se deciderete di fare la fatica di provare a comprendere il contesto, magari chiedendomi di specificarlo meglio quando sarà necessario (perché sarà necessario non sono molto sveglio), sarete i benvenuti. Se invece rimarrete innamorati dei vostri pregiudizi, pazienza. Internet è grande e sarà sufficiente non incontrarci. Oggi – a margine – ho bloccato qualche decina di persone che mi ha minacciato in vari modi, compreso con l’utilizzo del forno crematorio. Sui metodi comunicativi di Salvini e i suoi sodali non c’è invece molto da dire: nulla che che non sapessimo già su quanto possa essere aggressiva e divisiva la comunicazione politica dei peggiori”.

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