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Sala apre il confronto con Milano, mentre Maroni si candida a Varese

Il Sindaco inaugura una serie di confronti tematici con la città, in vista della nuova fase che comincerà con le elezioni del 2021. Per il centrodestra è stata ufficializzata la candidatura dell'ex Presidente della Lombardia, che ha deciso di sfidare il PD, ma nella sua città natale

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 1 Ott. 2020 alle 12:33
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Immagine di copertina
L'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni (S), e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

“Chiudersi è un errore. Bisogna uscire, prendere gli indecisi uno per uno, convincerli a votare la persona giusta per la città”, così ieri sera Beppe Sala si è espresso a Legnano, dove si è recato in vista del ballottaggio per il Sindaco che si svolgerà il 4 e 5 ottobre. Insieme al segretario del PD Nicola Zingaretti, il primo cittadino di Milano ha manifestato il suo sostegno al candidato del centrosinistra Lorenzo Radice, che secondo Sala ha “la faccia di quello che vince, lo vedo dagli sguardi che scambia con la gente”.

E la ricetta per la vittoria fornita allo sfidante di Carolina Toia assomiglia molto al percorso che lo stesso Sala ha delineato per Milano. Dal 12 ottobre, infatti, si apriranno sette tavoli di confronto con i cittadini milanesi su altrettanti temi decisivi per il futuro del capoluogo: “Ia metropoli dei quartieri; la transizione ambientale; la città in salute; lo smart-working; il bisogno di Milano; il nascere, crescere e vivere a Milano; una città che crea, sa e forma”, così come elencati dallo stesso Sindaco.

Un percorso di riflessione i cui risultati saranno presentati in seguito nel corso di sette appuntamenti, ciascuno dedicato a uno specifico argomento, ospitati presso le diversi sedi del Piccolo Teatro e trasmesse in streaming, così da diffondere il più possibile quello che Sala definisce “un patrimonio collettivo di tutta Milano e dei suoi interessi”. La conclusione dell’iter è prevista per il 7 novembre e, se ancora non si tratta dell’annuncio della ricandidatura che molti aspettano, ci si avvicina molto, quantomeno sul piano delle premesse programmatiche.

Sul fronte del centrodestra, invece, permane il riserbo sulle grandi manovre in seno alla Lega e ai suoi alleati, che da tempo affermano di essere vicini alla scelta del candidato sul quale puntare per la riconquista di Milano. Dalla rosa dei papabili si è sfilato Roberto Maroni, che negli scorsi giorni era stato indicato dall’ex primo cittadino Gabriele Albertini come “uno che ce la potrebbe fare”: l’ex Presidente della Regione Lombardia e Ministro degli Interni ha deciso di candidarsi Sindaco, ma a Varese, la sua città natale. Già si conosce lo slogan, “Varese in testa”, mentre le idee “ci sono, ma ho intenzione di discuterne con i militanti. Intendo fare le cose in grande. Di certo si comincia, senza perdere tempo, si incontrano i cittadini, si parla con loro ma soprattutto li si ascolta”. Due strade simili, per due destinazioni diverse.

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