Inchieste in Lombardia, il PD: “Urgente il passo indietro di Scillieri dalla Film Commission”

Il senatore Franco Mirabelli, la consigliera regionale Paola Bocci e l'assessore del Comune di Milano Filippo Del Corno chiedono sia fatta chiarezza sull'ennesimo caso che agita le acque della politica lombarda

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 23 Lug. 2020 alle 12:49 Aggiornato il 23 Lug. 2020 alle 12:59
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Franco Mirabelli, senatore lombardo del PD

Inchieste in Lombardia, il PD: “Urgente il passo indietro di Scillieri dalla Film Commission”

L’indagine sui presunti fondi neri della Lega rappresentano l’ennesimo motivo di tensione per la politica lombarda. In seguito al blitz della Guardia di Finanza presso la sede di Regione Lombardia, dove ha acquisito alcuni documenti relativi al caso Lombardia Film Commission, diversi esponenti del PD vanno all’attacco. Il senatore lombardo Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo Dem al Senato, è il primo firmatario di una interrogazione presentata al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. Nel testo si ripercorrono le tappe della vicenda, ricordando che “dal 16 luglio scorso sono indagati dalla procura di Milano Antonio Di Rubba, ex Presidente della fondazione Lombardia Film Commission, Andrea Manzoni – rispettivamente revisore contabile del Gruppo parlamentare della Lega del Senato e direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati – e Michele Scillieri, amministratore della Futuro Partecipazioni” e che “il 14 luglio scorso, Sostegni (considerato dai pubblici ministeri “la testa di paglia” di Scillieri) è stato fermato dalla Guardia di finanza poco prima di incontrare Scillieri e di partire alla volta del Brasile, accusato anche di estorsione perché avrebbe minacciato lo stesso Scillieri, Di Rubba e Manzoni, di rivelare il loro ruolo nella compravendita in questione chiedendo, in cambio del suo silenzio, altri 30.000 euro dei 50.000 che gli sarebbero stati promessi”.

Il dispositivo dell’interrogazione, firmata anche dai senatori Dario Parrini, Alessandro Alfieri e Alan Ferrari, chiede al governo di sapere “quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti in premessa e quali iniziative intenda adottare al fine di contribuire a fare al più presto chiarezza sui fatti sopra riportati, che, al di là delle loro eventuali implicazioni penali, rivelano un utilizzo personale e fraudolento di un ente regionale e dei fondi pubblici di sua pertinenza, tale da inficiare la trasparenza e la correttezza che dovrebbero improntare l’azione degli enti regionali”.

Ovviamente il clima è molto teso anche a Palazzo Lombardia, dove Paola Bocci, consigliera regionale del Pd e capogruppo in VII Commissione Cultura, si dice “sempre più stupefatta” dagli eventi: “Quello che sta accadendo in queste ore in Regione Lombardia come conseguenza diretta di un fatto che denunciammo la prima volta più di un anno fa, ha dell’incredibile: adesso pare che l’acquisto del capannone per la Lombardia Film Commission fosse addirittura un regalo a coloro che oggi risultano indagati”.

“Il nuovo presidente della Fondazione ci aveva assicurato, in audizione a giugno, che tutto era stato fatto in regola, limitandosi a riportare i pareri sulla vicenda contenuti nella relazione dell’Organismo di vigilanza – prosegue Bocci –. Vorremmo sapere perché uno strumento di garanzia come questo non avesse avuto il ben che minimo dubbio sull’operazione”. Non solo: “Lo studio di Scillieri sembra essere ancora a libro paga della Lombardia Film Commission con incarico in scadenza il 31 dicembre 2020, come si legge pubblicamente sul sito della Fondazione – fa sapere Bocci –. Vorremmo quindi sapere subito dalla Giunta regionale se questo corrisponde ancora al vero. Perché se così fosse, ci pare il caso che il commercialista faccia un passo indietro”.

“Chiediamo che i vertici di Film Commission inizino finalmente a fare la loro parte occupandosi del rilancio e del supporto del comparto audiovisivo, perché anche quest’anno hanno deciso che se ne occuperanno l’anno prossimo – ironizza la consigliera Pd –. L’ultimo bando è del 2017, con stanziamenti ridicoli che pescavano in residui di anni precedenti. Dal canto suo, la Giunta regionale sostiene l’audiovisivo solo a parole, perché di fatto non ci mette un euro. Ci abbiamo pensato sempre noi del Gruppo regionale del PD a proporre in bilancio di stanziare risorse a riguardo, e anche questa volta abbiamo depositato emendamenti per sostenere l’audiovisivo adeguatamente. Staremo a vedere se la maggioranza di centrodestra si esprimerà a favore di queste nostre proposte”.

A supportare la posizione di Bocci è intervenuto anche Filippo Del Corno, assessore della Cultura del Comune di Milano: “Ha perfettamente ragione la consigliera regionale Paola Bocci nel rimarcare la necessità che Michele Scillieri faccia un passo indietro e interrompa il rapporto di lavoro in essere con Lombardia Film Commission. Tra gli aspetti non chiari di tutta la vicenda che riguarda l’acquisizione, finanziata da Regione Lombardia, di un capannone a Cormano per la Fondazione Lombardia Film Commission, c’è l’esistenza, più volte rimarcata dal Comune di Milano, di un presunto conflitto di interessi riguardante la posizione di Scillieri, consulente a libro paga della Fondazione e al tempo stesso connesso alla società venditrice dell’immobile. Sarà ora l’autorità giudiziaria a stabilire se quel conflitto di interessi è presunto o reale; ma ora il buon senso, e anche semplicemente un po’ di buon gusto, suggeriscono che Scillieri interrompa ogni rapporto professionale con la Fondazione in attesa dell’esito dell’inchiesta”, scrive l’assessore in una nota.

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