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Con la mostra “Ma noi ricostruiremo”, Milano si rispecchia nel suo passato

La mostra dell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, curata da Mario Calabresi, abbina le immagini della città bombardata durante la Grande Guerra a quelle realizzate durante il lockdown causato dal Covid-19

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 8 Ott. 2020 alle 16:46
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Immagine di copertina

Alle Gallerie d’Italia, in Piazza della Scala, il museo milanese di Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 9 ottobre al 22 novembre la mostra “Ma noi ricostruiremo. La Milano bombardata del 1943 nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo”. Tra oltre 3.300 fotografie dell’Archivio Publifoto che ritraggono la Milano bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, Mario Calabresi, curatore della mostra, ha selezionato 70 immagini di undici luoghi simbolo della città – tra cui il Cenacolo, la Galleria Vittorio Emanuele, Sant’Ambrogio, Brera, l’Università Statale e piazza Fontana – devastati dagli attacchi aerei del 1943. Le immagini mostrano il volto di una città distrutta ma allo stesso tempo coraggiosa, scatti cruciali che ne raffigurano l’orgoglio e la capacità di rinascere. Con la testimonianza storica di eventi così drammatici, la mostra vuole, pur nella grande differenza di origini, situazioni ed effetti rispetto a quel periodo storico, essere di stimolo alla ripartenza attuale della città.

“Molto si è distrutto, ma noi tutto ricostruiremo con pazienza e con la più fiduciosa volontà”. Le parole di Antonio Greppi, primo sindaco di Milano dopo la Liberazione, sono il manifesto più bello e commovente della tenace speranza dei milanesi. “Ricomincia la storia degli uomini che credono soltanto nelle proprie virtù e nelle proprie opere e che considerano la libertà come la continuazione non prescindibile dell’adempimento consapevole dei propri doveri”.

Ai documenti storici sono affiancati gli scatti degli stessi luoghi realizzati durante il lockdown dal fotografo torinese Daniele Ratti. La pandemia ha stravolto la vita quotidiana delle persone e le parole del Sindaco Greppi possono nuovamente suonare di incoraggiamento. Arricchisce il percorso espositivo il contributo di Umberto Gentiloni, storico e accademico dell’Università La Sapienza di Roma, sulla strategia decisa dagli Alleati di colpire il Paese per abbattere definitivamente il Fascismo nell’agosto 1943, pochi giorni dopo la caduta di Mussolini, e una mappa della città che indica i luoghi maggiormente colpiti dai bombardamenti.

La mostra è il primo appuntamento del progetto ‘Viaggio nell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo’ che intende aprire il patrimonio fotografico alla disponibilità del pubblico. L’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, acquistato dalla Banca nel 2015, è oggi un patrimonio di circa sette milioni di fotografie analogiche, per lo più in bianco e nero, di cronaca, politica, costume, società, cultura, sport, paesaggio e architettura, realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta del Novecento in Italia e all’estero, sia dagli operatori della celebre agenzia italiana di fotogiornalismo, sia da fotografi o da altre agenzie che si avvalevano della Publifoto per la distribuzione. È parte dell’Archivio Storico del Gruppo Intesa Sanpaolo che, con oltre 13 km lineari di documenti, rappresenta una delle principali fonti primarie di storia economica in Europa, con carte, immagini, oggetti, video i cui estremi cronologici vanno dal 1472 al 2006. Nato nel 1984 come Archivio storico della Banca Commerciale Italiana, oggi coordina gli interventi di salvaguardia e valorizzazione, sui territori di pertinenza, degli archivi storici delle banche confluite in Intesa Sanpaolo e collabora attivamente con le più rilevanti reti archivistiche e istituzioni. Le collezioni fotografiche di Intesa Sanpaolo troveranno piena valorizzazione nella quarta sede delle Gallerie d’Italia di futura apertura in piazza San Carlo a Torino (2022).

Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: «I documenti storici dell’Archivio Publifoto scelti da Mario Calabresi e le fotografie attuali ci mostrano una Milano che, gravemente ferita, non si rassegna e lavora per la ricostruzione. Ieri come oggi Intesa Sanpaolo conferma il proprio impegno per fare della cultura un motore di rinnovamento della città e dell’intero Paese. Vanno in questa direzione i progetti di ricerca e valorizzazione delle radici storiche, grazie all’utilizzo dell’Archivio Publifoto, prezioso patrimonio di memoria collettiva».

Mario Calabresi, curatore della mostra, dichiara: “L’Archivio Publifoto è un meraviglioso contenitore di memorie del Novecento, capace di mostrarci la forza con cui ci siamo rimessi in piedi molte volte. In un momento in cui Milano e l’Italia affrontano una nuova sfida, non delle bombe e del fuoco ma di un nemico silenzioso e invisibile, ricordarci cosa abbiamo affrontato e superato deve restituirci la tenacia della speranza”.

L’intero nucleo di fotografie sulla Milano bombardata – circa 3.300 immagini appartenenti all’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo – è stato catalogato a cura dell’Archivio Storico; tutte le immagini sono state digitalizzate, allegate alle schede e vengono rese disponibili alla libera consultazione online.

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