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Milano verso le elezioni 2021: tra nomi veri e ipotesi, tutto gira intorno a Beppe Sala

Ufficiali le prime due candidature di outsider: Paolo Polli e Gianni Cafaro. Si inizia a parlare anche di Gianmarco Senna, esponente della Lega molto vicino a Matteo Salvini, ma il quadro sarà definito solo quando il Sindaco dirà se corre o meno per un secondo mandato

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 23 Giu. 2020 alle 11:06 Aggiornato il 23 Giu. 2020 alle 11:25
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Immagine di copertina

Cominciano le grandi manovre per le elezioni 2021, con la ricerca a un candidato in grado di contendere la poltrona di primo cittadino a Beppe Sala, posto che il Sindaco voglia correre per un secondo mandato. Sala, come noto, scioglierà la riserva solo a settembre, quindi nel frattempo c’è spazio per varie velleità.

Il primo ad aver annunciato in maniera ufficiale la propria candidatura è Paolo Polli, ristoratore che per contestare il Sindaco in carica aveva addirittura fatto 45 giorni di sciopero della fame. In seguito ha partecipato con alcuni colleghi alla protesta all’Arco della Pace, finendo multato insieme agli altri partecipanti per la violazione delle norme in vigore nell’emergenza-Covid. Dicendosi deluso da una politica “sorda nei confronti delle problematiche avanzate dagli imprenditori”, ha deciso di scendere in campo in prima persona.

Ai blocchi di partenza ci sarà anche Gianni Cafaro, famoso in città soprattutto per essersi inventato la professione di “codista”: faceva la fila al posto degli altri, ovviamente in cambio di un compenso. Presidente del “Movimento Disabili Articolo 14”, Cafaro ha annunciato di voler correre per Palazzo Marino con una lista civica “apartitica”, il cui principale obiettivo consiste nel “creare a costo zero un milione di posti di lavoro per disabili e disoccupati di Milano e della Lombardia, usando i circa 20 miliardi di euro stimati che ogni anno vengono pagati in sanzioni per non assumere disabili”.

Decisamente più solida è la possibile candidatura di Gianmarco Senna, consigliere regionale della Lega che, dopo un mandato come consigliere di zona, è risultato come il più votato nel partito di Attilio Fontana all’ultima tornata elettorale per Regione Lombardia. Attualmente presiede la commissione Attività Produttive e il suo profilo di imprenditore del settore ristorazione, nonché decisamente moderato e dialogante sul piano politico, potrebbe convincere anche Forza Italia, che peraltro al momento ha un peso elettorale che non le consente di porre veti. Oggi “Leggo” scrive che Matteo Salvini, oltretutto amico di vecchia data di Senna, si sarebbe convinto a schierarlo nella corsa a Palazzo Marino.

Tuttavia, secondo fonti di TPI, le cose non starebbero esattamente così. L’ipotesi-Senna non è certo una bufala, in quanto il personaggio è considerato credibile. Semmai si tratta di un classico “ballon d’essai”, avanzato per saggiare eventuali reazioni. Nel contempo Salvini e Stefano Bolognini starebbero proseguendo le discussioni, in fase molto avanzata, con un altro possibile candidato, ancora coperto da segreto. Il suo profilo corrisponderebbe a quello tracciato dallo stesso Bolognini in una recente intervista a “Il Giornale”: “Un giovane manager, che sappia valorizzare il ruolo dei partiti, ma che venga da altre esperienze, sul modello di Marco Bucci a Genova”. Un profilo, peraltro, non troppo dissimile da quello di Senna.

La sensazione, piuttosto fondata, è che questi spifferi da via Bellerio puntino soprattutto a stuzzicare Sala per sondarne le intenzioni in anticipo, in quanto una sua ricandidatura spegnerebbe molte velleità nel centrodestra.

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