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Milano, Galli guida uno studio epidemiologico Covid sulle case popolari Aler del quartiere San Siro

L'indagine si svolge in una delle zone più popolose e complesse dell'intera città, consentendo di effettuare uno screening preventivo e gratuito non solo sul Coronavirus, ma anche sull'Epatite C

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 23 Dic. 2020 alle 12:30
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Immagine di copertina
Massimo Galli

Il professor Massimo Galli, responsabile del dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, guida lo studio epidemiologico che, a partire da oggi, riguarderà l’intera popolazione delle case Aler del quartiere San Siro di Milano

Lo scopo di questa iniziativa consiste nello stimare la prevalenza dell’infezione da Covid-19 attraverso lo screening della popolazione. Questo è il settimo studio di massa portato avanti da Medispa e dall’Ospedale Sacco per rilevare la diffusione del Covid-19, dando seguito alle attività svolte nei comuni di San Pellegrino Terme, Sordio, Castiglione d’Adda, Carpiano, Vanzaghello e Suisio. Per questa attività, l’azienda lodigiana Technogenetics ha previsto la fornitura gratuita dei test rapidi per la determinazione di Antigene e Anticorpi.

Regione Lombardia e Aler Milano hanno da subito condiviso l’iniziativa, che coinvolgerà la popolazione del quartiere, uno dei più popolosi e difficili di Milano, con il supporto di un numero verde abilitato per tutta la durata dello screening. I cittadini potranno sottoporsi gratuitamente ai test rapidi sierologici “pungidito” ed ai test rapidi per la ricerca dell’antigene “tampone”, contribuendo alla mappatura della diffusione dell’infezione da Covid-19.

Il quartiere San Siro in questione annovera 2.573 nuclei familiari, per un totale di 4.365 inquilini, dei quali 1.409 ultra 65enni. Si tratta quindi di un intervento preventivo di grande utilità nei confronti di chi è più esposto al rischio di contagio sia per motivi di età, sia perché nei quartieri popolari si è osservata una prevalenza superiore della malattia.

Successivamente, a coloro che saranno risultati positivi al test antigenico, saranno effettuati i test molecolari PCR (tampone) per confermare l’infezione. Verrà inoltre offerta la possibilità di partecipare ad uno screening per la diagnosi precoce dell’infezione da Epatite C, che proprio in questi giorni ha avuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni.

“Questo studio nasce dalla volontà di comprendere le dinamiche della diffusione del virus in un contesto non ancora esplorato, un quartiere di una grande città, in un momento cruciale della seconda ondata della malattia”, spiega Massimo Galli. “Permetterà di ottenere informazioni utili circa i fattori associati all’infezione e l’efficacia delle misure preventive e di contenimento del contagio, permettendo di migliorare in futuro le attività di prevenzione primaria. Lo studio permetterà inoltre l’individuazione di eventuali pazienti asintomatici, aiutando a circoscrivere l’infezione. Ci darà infine la possibilità di dare un immediato contributo alla prevenzione dell’ulteriore diffusione della malattia nel periodo cruciale delle feste di fine d’anno. La campagna per l’eradicazione e l’emersione del sommerso dell’epatite C, che verrà condotta in parallelo e che ha già avuto grande successo nei comuni di Suisio, Sordio e San Pellegrino Terme, conferma che anche da una crisi possono derivare opportunità per la salute”.

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