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Covid in Lombardia: Vittorio Agnoletto consegna il suo libro “Senza respiro” alla Procura

Immagine di copertina
Vittorio Agnoletto - Credit photo: Ansa

Con la prefazione dell'ex presidente brasiliano Lula, il testo contiene testimonianze sugli eventi che hanno caratterizzato la gestione della pandemia nella Regione italiana che ha pagato il prezzo più alto: "Il disastro attuale è frutto di quegli errori", afferma il medico

Il medico Vittorio Agnoletto ha consegnato in Procura a Milano “Senza respiro”, il suo libro-inchiesta sulla pandemia di Covid-19 in Lombardia

“Ci sono situazioni che documentano, da parte di rappresentanti e dipendenti di strutture pubbliche, decisioni, comportamenti, omissioni o ritardi che, a nostro avviso, potrebbero aver facilitato la diffusione del Coronavirus, con le drammatiche conseguenze per la salute pubblica, sotto gli occhi di tutti”, così Vittorio Agnoletto spiega la decisione di consegnare una copia del suo libro Senza Respiro. Un’inchiesta indipendente sulla pandemia Coronavirus in Lombardia, Italia, Europa ai magistrati della Procura della Repubblica di Milano, che si stanno occupando delle inchieste collegate alla pandemia di Coronavirus. “La consegna ai magistrati – ha aggiunto il medico – è un atto doveroso di cittadino attivo nella società civile e da anni impegnato nella tutela del diritto alla salute”.

Senza Respiro è edito da Altreconomia e vanta una prefazione illustre come quella di Lula, ex presidente del Brasile, oltre al contributo di Cora Ranci e Alice Finardi e di Medicina Democratica. Agnoletto tra febbraio ad agosto ha raccolto innumerevoli segnalazioni all’Osservatorio Coronavirus, istituito da Medicina Democratica e a 37e2, la trasmissione sulla salute che conduce da cinque anni su Radio Popolare.

Molti episodi, in particolare segnalazioni e testimonianze di operatori sanitari, raccolte con la garanzia dell’anonimato, non erano, fino ad ora, giunti all’attenzione della pubblica opinione.

“Due, fra i tanti quelli particolarmente rilevanti”, si legge nella nota diramata dall’editore. Il primo: A Milano, a marzo, con atto formale, la vigilanza relativa alla sicurezza dei lavoratori nelle RSA è stata sottratta alle strutture pubbliche competenti delle ATS, le Psal (le unità operative complesse Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro): per alcune settimane, salvo rare eccezioni, non vi è stata alcuna ispezione da parte delle strutture pubbliche dentro le RSA. Perché è successo? Quanto ha inciso questa decisione nella tragedia che si è consumata nelle Residenze Sanitarie? Il secondo: Il Coronavirus circolava da fine novembre in Lombardia, come confermano le testimonianze, le ricerche e le segnalazioni di medici ospedalieri e di Medicina Generale documentate nel libro. Ma non è stato attivato alcun intervento da Regione Lombardia, pur essendoci un sistema di alert, che trasmette le segnalazioni fatte da medici e ospedali, attraverso le ATS/ASL, secondo quanto previsto dalla normativa. Perché la Lombardia non ha immediatamente attivato i necessari controlli necessari e previsti dalla legislazione?”.

“È evidente che il disastro attuale – sostiene Agnoletto – è frutto di quegli errori, inadempienze e ritardi, perseverare in essi è inaccettabile: ci auguriamo che responsabilità vengano identificate in modo preciso”.

Nel libro vengono analizzati numerosi altri aspetti relativi alla dolorosa vicenda del Coronavirus:”Il numero insufficiente delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale in Lombardia; il collasso degli ospedali, causato in buona parte dall’impossibilità di avere una diagnosi e di essere assistiti a casa; la decisione di eseguire i tamponi solo ai sintomatici, che significa di fatto rinunciare a contrastare la diffusione del virus; ed è un regalo ai privati, alle cui strutture lo stesso centralino dell’ATS Milano consiglia di rivolgersi. Una Caporetto della medicina territoriale che è tra le principali ragioni del dramma che si sta consumando nelle strutture ospedaliere”.

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