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Così la pandemia di Covid-19 ha cambiato la mobilità in Lombardia

Il 64,6% dei lombardi considera l’auto il mezzo più sicuro per i propri spostamenti e continuerà a usarla anche quando si raggiungeranno zero contagi e arriverà il vaccino. Le incertezze economiche frenano il mercato, ma in presenza di incentivi il 63,6% dei cittadini si dichiara interessato a cambiare la propria auto. I dati dell'Osservatorio Continental

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 27 Ott. 2020 alle 17:38
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Immagine di copertina

Verso una nuova normalità: come la pandemia ha cambiato le esigenze di mobilità dei lombardi tra nuove paure, necessità e abitudini. La seconda edizione dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental realizzato in occasione del Giro d’Italia, cerca di rispondere a questi temi tracciando una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi e nel prossimo futuro. Per offrire uno spaccato completo dell’Italia, regione per regione, di come la pandemia ha cambiato le persone e come l’industry automotive sta reagendo al cambiamento, Continental si è affidato ai due importanti istituti di ricerca Euromedia Research e Ernst & Young.

Come si muovono i lombardi in epoca Covid

In questo momento di ricerca di una nuova normalità e di convivenza con il Covid-19, l’automobile è ritenuta dal 64,6% dei lombardi il mezzo più sicuro con cui muoversi, ed è percepita oggi come sinonimo di prudenza responsabilità. Un dato rilevante, spiegabile soprattutto dal sentimento negativo di ansia (24,6%) che accompagna gli abitanti della regione e che si configura come il motivo principale dei loro cambiamenti di abitudini.

Chi dichiara di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19 (32,8%), lo fa principalmente per timore di prendere i mezzi pubblici (33,8%) o perché sta sperimentando le nuove modalità di lavoro e studio come lo smartworking o la didattica a distanza (15,4%). Da questo ultimo punto ne deriva anche una riduzione drastica degli spostamenti (31,6%) e del conseguente bisogno di mobilità.

La domanda sorge spontanea: queste nuove abitudini sono destinate a perdurare nel tempo? In linea con i risultati ottenuto a livello nazionale, anche in Lombardia non si prevede di tornare alle abitudini pre-covid a breve: ben l’85,3% manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno, il 64,8% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino.

La centralità dell’automobile

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e prescelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli intervistati desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti.

Ma i lombardi sono orientati ad acquistare un nuovo veicolo e a cambiare quello attuale? La maggioranza dice di no (66%) o perché ritiene ancora affidabile il proprio mezzo (33,6% del sub campione) o per motivi economici (il 29,6%). Lo scenario cambia davanti all’ipotesi di poter usufruire di incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ecologici: in presenza di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni, il 63,6% si dichiara propenso ad utilizzarli e cambiare la propria auto. In questo contesto il 34,8% sceglierebbe un autoveicolo ad alimentazione ibrido benzina, il 24,1% ibrido plug-in, il 16,3% elettrico e il 10,6% a benzina.

La trasformazione delle città

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, la viabilità e le infrastrutture delle città. Ben l’82,7% dei lombardi infatti desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (11,6%).

Consultati sulle misure utili per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 48,2% propone il potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 36,6% punta su una pianificazione degli orari di ingresso a scuola e a lavoro differenziata, per ridurre le ore di punta e il 25,3% consiglia di puntare sull’elettrificazione dei veicoli.

Il desiderio di trasformazione però si scontra con la percezione delle persone (54%) che credono che il proprio Comune non sia ancora pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale.

Sostenibilità e ambiente

I blocchi della mobilità e delle attività produttive che hanno caratterizzato il lockdown hanno inciso positivamente sull’ambiente e, di pari passo, sembrava essere aumentata la consapevolezza e la sensibilità degli italiani rispetto al tema “ecosostenibilità”. Tuttavia, finita la fase emergenziale, questo trend sembra diminuire: più della metà degli intervistati lombardi (60,4%) dichiara infatti di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria, se non in maniera inferiore.

Sicurezza stradale

Il 77,2% si sente sicuro delle proprie capacità alla guida del proprio mezzo di trasporto. Da cosa dipende la sicurezza stradale secondo i cittadini? L’elemento più importante viene ricondotto alla figura del guidatore (54,2%). Seguono poi i sistemi di guida assistita (12,3%), i freni (8,9%) e le cinture (8%).

In questo contesto rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri utenti della strada (73,3%), adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (15,2%) ed evita di incorrere in sanzioni (6%), mentre per il 4,1% è un limite che impedisce di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.

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