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Commissariamento sanità lombarda: è scontro tra Beppe Sala e la rete Milano 2030

Il cartello delle sinistre milanesi respinge le critiche del Sindaco e Rifondazione Comunista è particolarmente polemica: "Sala preferisce affidarsi alla Madonnina piuttosto che a un commissario per la sanità lombarda"

Di Redazione TPI
Pubblicato il 18 Mag. 2020 alle 20:57 Aggiornato il 18 Mag. 2020 alle 21:25
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Immagine di copertina
Il sindaco di Milano Beppe Sala parla alla stampa - Il presidente del consiglio Giuseppe Conte arriva in prefettura a Milano accolto dal prefetto Renato Saccone durante l’emergenza epidemia lockdown coronavirus Covid-19 , Milano 27 Aprile 2020 Ansa/Matteo Corner

Milano 2030, il cartello delle sinistre milanesi che ha presentato al Governo la richiesta di commissariamento della sanità lombarda, non ha gradito le parole del Sindaco Beppe Sala, secondo il quale tale mossa sarebbe “un autogol”.

“Non siamo d’accordo con il Sindaco Sala: la sanità lombarda va commissariata, proprio per i motivi che lui stesso ha ben illustrato stamattina”, afferma la Rete di partiti e movimenti alla sinistra del PD.

“Di fronte a un’emergenza sanitaria quale è, ancor più del Covid, il fallimento della sanità lombarda non ci sono risposte popolari o risposte impopolari, non ci sono risposte difficili da comprendere o facili fa comprendere. C’è una risposta sola, e è quella di togliere la sanità lombarda dalle mani di chi la ha smantellata, tassello dopo tassello, negli ultimi 20 anni”.

“Sono le stesse dichiarazioni del sindaco, unite alla lettera che, qualche settimana fa, insieme ai sindaci di Brescia, Bergamo, Mantova, Lecco, Varese e Cremona ha inviato al presidente Fontana, a sostenere in modo razionale, organico e coerente la richiesta di commissariamento”.

“Noi restiamo convinti che non ci siano altre strade e su questo chiederemo un confronto al Sindaco Sala, nella sua veste di responsabile della salute dei cittadini milanesi. Lo faremo non sulla base di una richiesta di una parte, ma a partire dai dati, dalle evidenze e dalle proposte che compongono il dossier inviato al Ministero”.

Particolarmente polemica Rifondazione Comunista che in un comunicato autonomo scrive: “Beppe Sala preferisce affidarsi alla Madonnina piuttosto che a un commissario per la sanità lombarda. Nessuno scontro con Regione Lombardia, nessuna messa in discussione di un modello di gestione della salute che ha devastato la medicina territoriale a vantaggio delle strutture private. Vogliamo parlare dell’ospedale della Fiera ormai diventato la fiera dell’ospedale che sarà probabilmente smantellato tra poco? Quanti tamponi si possono fare con 21 milioni di Euro?”.

“Comprendiamo la necessità dell’ex manager di Expo 2015 di non toccare il tasto del rapporto fra pubblico e privato. Del resto il Segretario Generale del Comune di Milano ha rigettato come inammissibile, un emendamento proposto da Milano in Comune che subordina le agevolazioni per l’occupazione del suolo pubblico al mantenimento integrale dei posti di lavoro del periodo pre Covid: l’amministrazione non può entrare nella libera conduzione di un’impresa privata”.

“La borsa a quanto pare vale sempre più della vita delle persone che chiedono giustizia, chiarezza e soluzioni per affrontare la crisi economica pesantissima che sta investendo Milano e la sua area metropolitana”.

“Lo sa signor Sindaco che il prossimo anno si vota? – dichiara Matteo Prencipe, segretario milanese del PRC  – Lo sa signor sindaco, che i cittadini milanesi vorranno sapere anche da lei del numero dei morti Covid della sua città? Della crisi economica che attraversa inevitabilmente la sua città? A chi darà la responsabilità… alla Madonnina?”

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