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Come velocizzare le farmacie lombarde? In Trentino c’è una soluzione a portata di mano

L'epidemia del Coronavirus ha ridotto i contatti tra medici di base e pazienti, ma il sistema digitale in vigore in Lombardia può essere efficientato, come spiega un farmacista a TPI

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 22 Apr. 2020 alle 21:57
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Immagine di copertina

In teoria, la dematerializzazione delle ricette mediche avrebbe dovuto semplificare di molto la vita di medici, pazienti e farmacisti. Eppure, come rivela a TPI un addetto ai lavori, le cose non stanno esattamente così. Almeno non nel sistema attualmente in vigore in Lombardia, nel quale è previsto che il medico di famiglia, mediante sms o email, invii un codice al paziente (chiamato NRE) e che questi poi lo presenti al banco della farmacia, per acquistare il farmaco in questione.

Apparentemente un sistema efficace, ma non secondo Matteo Colombo, farmacista a Milano, il quale spiega: “In primo luogo, per ricevere il codice corrispondente alla ricetta bisogna che il paziente abbia una casella email, ma non tutti ce l’hanno, soprattutto gli anziani. Il cellulare più o meno ce l’hanno tutti, ma per ricevere il codice-ricetta via sms bisogna che prima abbia firmato il consenso al trattamento del fascicolo sanitario elettronico”.

Questo metodo comporta ulteriori controindicazioni: “Al di là del costo economico a carico della pubblica amministrazione per l’invio dei messaggi (fattore che andrebbe valutato), noi farmacisti dobbiamo comunque stampare la ricetta con il codice fornitoci dal cliente e applicare il bollino del farmaco su un foglio della grandezza approssimativa di un A5. Pertanto, ogni ricetta ci fa perdere circa tre minuti, soprattutto in questa fase già difficile, è un problema non da poco”.

Eppure una possibile soluzione è a portata di mano, in senso letterale.

Ognuno di noi ha già in tasca la CRS (Carta Regionale dei Servizi), che tutti chiamiamo “tesserino sanitario”, ma che in realtà era stata pensata per svolgere molte altre funzioni: “Sulla CRS si possono già caricare diversi altri dati riguardanti il paziente, compresa ad esempio la disponibilità a donare gli organi. E’ una possibilità che esiste da anni, ma che non è mai stata utilizzata”, continua Colombo.

Sulla base della sua esperienza professionale, Colombo suggerisce un uso più efficace della CRS: “La soluzione è semplicissima: basterebbe che il medico di base caricasse le ricette sulla tessera sanitaria del paziente (cosa che il sistema gestionale in dotazione è già abilitato a fare) e a noi farmacisti servirebbe soltanto una scansione del codice a barre per visualizzarle subito sul terminale. Sarebbe tutto più veloce e risparmieremmo anche molta carta: i bollini dei farmaci potrebbero essere appiccicati su fogli cumulativi, così un A4 basterebbe per circa 80 pazienti. Semplice, no? E non ci vuole nemmeno uno sforzo di fantasia: in Trentino le cose funzionano già così e, lavorando anche in quella regione, ho avuto modo di constatare come il loro sistema sia comodo ed efficace”.

E allora perché la Regione Lombardia semplicemente non adotta la buona pratica del Trentino?

Colombo, che è anche Consigliere del Municipio 7 di Milano per Forza Italia, ne sarebbe felice: “E’ una proposta facile da realizzare e che faciliterebbe enormemente la vita quotidiana di noi farmacisti. Il momento non è facile nemmeno per noi infermieri, anche se comprensibilmente si parla di più di infermieri e medici. Speriamo di essere ascoltati e siamo a disposizione per dare un contributo”.

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