Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 21:49
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Gossip

La pornostar Valentina Nappi su Instagram “Sono stata stuprata da Salvini”: la foto shock

Immagine di copertina
Valentina Nappi

L'attrice hard si unisce ai "buonisti" anti-Salvini

La pornostar Valentina Nappi si è unita al coro dei “buonisti” anti-Salvini pubblicando su Instagram una foto scioccante con una didascalia provocatoria: “Sono stata “stuprata” da Salvini”. La denuncia di Valentina Nappi in poche ore è diventata virale e ha fatto il giro del web.

“Sono stata ‘stuprata’ da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete, e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia. Babbo Natale, la Befana, niente Ramadan, sì al panettone rigorosamente a Natale, la colomba a Pasqua, la cucina tradizionale, i gay sì ma la famiglia solo quella tradizionale, i crocifissi rigorosamente nelle aule, Dio nei discorsi degli esponenti politici e tutta la plebe unita comunitariamente dai vecchi ‘sani’ valori identitari nazionali tradizionali”.

La Nappi affronta anche il tema migranti: “Non so voi, ma questa io la chiamo cultura di sapore fascista. Ed è uno stupro culturale di proporzioni immani. La questione dell’immigrazione, al di là dei complessi aspetti pratici su cui non intendo dilungarmi (la mia opinione è che una gestione razionale dei flussi migratori è — e soprattutto sarà — necessaria), è una questione culturale”.

Alla fine del post Instagram Valentina Nappi lancia l’allarme sulla deriva che, a suo dire, sta subendo la nostra società: “Io non voglio vivere in un paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un paese ateo, multietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo più illuminato, e che sviluppi queste ultime all’altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni al limite del violento, invece, ci riportano a una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso (come abbiamo potuto vedere) simile a quella che si dà in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado”.

Il post di Valentina Nappi su Instagram

Sono stata ‘stuprata’ da Salvini. Sono stata ‘stuprata’ da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete, e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia. Babbo Natale, la Befana, niente Ramadan, sì al panettone rigorosamente a Natale, la colomba a Pasqua, la cucina tradizionale, i gay sì ma la famiglia solo quella tradizionale, i crocifissi rigorosamente nelle aule, Dio nei discorsi degli esponenti politici e tutta la plebe unita comunitariamente dai vecchi ‘sani’ valori identitari nazionali tradizionali. Non so voi, ma questa io la chiamo cultura di sapore fascista. Ed è uno stupro culturale di proporzioni immani. La questione dell’immigrazione, al di là dei complessi aspetti pratici su cui non intendo dilungarmi (la mia opinione è che una gestione razionale dei flussi migratori è — e soprattutto sarà — necessaria), è una questione culturale. Io non voglio vivere in un paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un paese ateo, multietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo più illuminato, e che sviluppi queste ultime all’altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni al limite del violento, invece, ci riportano a una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso (come abbiamo potuto vedere) simile a quella che si dà in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado.

Ti potrebbe interessare
Gossip / Stornello romano per Salvini e la fidanzata Francesca Verdini a Castel Gandolfo | VIDEO
Costume / Fedez e le “scarpe di Satana” con il sangue nella suola
Costume / Simona Ventura a TPI: “Vedo poco l’Isola dei Famosi, ho molti Webinar”
Ti potrebbe interessare
Gossip / Stornello romano per Salvini e la fidanzata Francesca Verdini a Castel Gandolfo | VIDEO
Costume / Fedez e le “scarpe di Satana” con il sangue nella suola
Costume / Simona Ventura a TPI: “Vedo poco l’Isola dei Famosi, ho molti Webinar”
Gossip / È nata Vittoria, la figlia di Chiara Ferragni e Fedez: la sua prima foto
Gossip / Belen, festa in zona rossa per la sorella Cecilia: "Alla faccia del Covid"
Costume / Fedez torna a parlare degli attacchi di panico: “Stavo per vomitare, vedevo sfocato e mi mancava il respiro”
Gossip / Arisa lasciata dal fidanzato a pochi mesi dal matrimonio
Costume / Emily Ratajkowski è diventata mamma: la prima foto del figlio Sylvester Apollo Bear
Gossip / Giulia De Lellis e i consigli per le donne: “Non mettere pigiami merd…i, sempre in ordine”. È bufera
Cinema / Lady Gaga a Roma per le riprese di “Gucci”: il nuovo look della popstar | FOTO